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I pensionati bresciani scendono in piazza

Mercoledì mattina alle 9,30 la manifestazione di protesta dei pensionati. Il corteo delle tre sigle sindacali partirà da piazza Garibaldi per arrivare sotto la Loggia.

(red.) «Con meno di mille euro non si vive!». È il lamento di protesta che gli anziani portano in piazza mercoledì 9 ottobre. Le sigle sindaca li dei pensionati bresciani hanno indetto per domani una manifestazione. Il corteo partirà  alle 9,30 da piazza Garibaldi per raggiungere il palazzo della Loggia. Qui parleranno il segretario generale della Uil di Brescia Daniele Bailo, il segretario generale della Fnp Cisl lombarda Valeriano Formis e il segretario generale dello Spi Cgil Carla Cantone.
La motivazione rimane la stessa del presidio di settimana scorsa in piazza Loggia: l’adeguamento delle pensioni. Sono sempre di più gli anziani che faticano ad arrivare a fine mese con il solo assegno di previdenza. solo nel Bresciano sono 105.836 le persone che percepiscono una pensione inferiore ai 500 euro al mese, con un assegno medio, di 284 euro e pochi spiccioli. Più di centomila anche gli anziani che percepiscono tra i 500 e i mille euro. Solo un terzo riesce a portarsi a casa un assegno a tre zeri. Fra questi a cavarsela meglio sono i maschi. Gli assegni superiori ai 1500 euro, ad esempio, interessano 39.463 uomini e 4.744 donne. Per reclamare un adeguamento degli assegni all’inflazione i sindacati dei pensionati hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta. «Le scriviamo, per richiamare la Sua attenzione sulle difficili condizioni di vita della popolazione anziana del nostro Paese.
I pensionati sono troppo spesso raffigurati come beneficiari passivi di un welfare considerato non più sostenibile. Si dimentica che le pensioni sono frutto di anni di lavoro e di contributi erogati dai lavoratori e dai datori di lavoro. Si dimentica che i pensionati contribuiscono in misura significativa alle entrate fiscali (pagano, ad esempio, circa un terzo dell’Irpef), svolgono un importante ruolo sociale e di  sostegno a figli e nipoti, con aiuti materiali e anche economici». Per il segretario Carla Cantone, occorre togliere nel 2014 il blocco all’adeguamento degli assegni di previdenza, oltre che una riforma del sistema fiscale, che preveda una ripartizione più equa delle tasse. «L’unica vera patrimoniale l’hanno pagata i pensionati», dice Carla Cantone.

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