Riva, 1.500 fiaccole bloccano la superstrada

Domenica sera, a Cerveno, il corteo in sostegno dei lavoratori delle acciaierie camune. Bloccata per due ore la tangenziale. Martedì manifestazione a Verona.

(red.) I lavoratori delle acciaierie Riva sono 434, ma domenica sera sulle strade di Cerveno erano 1.500.
Tante le fiaccole che hanno attraversato le vie del centro camuno, per manifestare la solidarietà agli operai degli stabilimenti in cui è stata sospesa la produzione. Famiglie, studenti, preti, associazioni, persino qualche fascia tricolore, in marcia dietro uno striscione che recitava: «Chi ha sbagliato paghi! Noi vogliamo lavorare». «Mai, in Valcamonica, siè vista tanta gente sfilare ad una manifestazione di strada», ha gridato a fine serata il sindaco di Cerveno, Giancarlo Maculotti. La fiaccolata organizzata dalle sigle sindacali ha ottenuto un enorme successo. Dopo il ritrovo nel piazzale illuminato a giorno della fabbrica di Cerveno, alle 20 i manifestanti hanno percorso il paese fino a occupare la superstrada che porta a Brescia. Nessuno scontro, solo un po’ di agitazione da parte di qualche automobilista bloccato dal corteo.
La situazione è tornata alla normalità solo alle 22, quando i manifestanti hanno sciolto la formazione e spento le fiaccole. Proprio non ci sta la Valcamonica ad accettare la chiusura delle acciaierie che, se si conta l’indotto, danno lavoro almeno a duemila persone. I sindacati, ma anche le formazioni politiche locali, dalla Lega Nord al Pd, hanno dichiarato di essere pronte a portare le rivendicazioni  fino a Roma. I pullman per la capitale potrebbero partire già giovedì, se la situazione non si sbloccherà. Intanto, lunedì mattina è ripreso il presidio di protesta davanti al piazzale dello stabilimento di Cerveno e martedì sarà la volta della manifestazione a Verona: al momento sono già 250 gli operai camuni che hanno confermato la presenza nella città scaligera e ci si attende che  altrettanti diano conferma in queste ore.

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