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Penalisti: «Sciopero per il referendum»

La Camera Penale di Brescia ha proclamato uno stop di 5 giorni per la consultazione sulla giustizia. Giovedì a Canton Mombello la raccolta firme dei carcerati.

(red.) Cinque giorni senza avvocati. Dal 16 al 20 settembre è previsto lo sciopero dei penalisti per la promozione del quesito referendario sostenuto dal Partito Radicale. Anche la Camera Penale di Brescia, aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane, è impegnata nel raccoglimento delle 500 mila firme necessarie per rendere eseguibile il referendum.
Il termine per la raccolta delle firme è fissato proprio i 20 settembre e con i giorni di sciopero i penalisti intendono fare l’ultimo sforzo per promuovere un referendum che ritengono indispensabile per la giustizia italiana. I punti centrali del quesito popolare sarebbero, l’abolizione di una visione troppo “carceraria” del diritto penale, che tralascia il compito rieducativo della pena, delegando tutto alla detenzione. In quest’ottica si vuole promuovere l’abolizione dell’ergastolo.
Ma ad essere voluti dai penalisti sono anche la separazione delle carriere dei magistrati e la limitazione della custodia cautelare in carcere. Per caldeggiare l’iniziativa referendaria il presidente della Camera Penale Stefania Amato, insieme al segretario milanese dei Radicali, Claudio Barazzetta, sarà giovedì nel carcere di Canton Mombello, dove dalla 15,30 raccoglierà le firme dei carcerati e degli operatori penitenziari.

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