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Via Toscana, ricorso al Tar contro la Tav

Il Comitato di residenti chiede la sospensione dell' approvazione del progetto definitivo della Milano-Verona che comporterà l’abbattimento di tre palazzine.

(red.) Un ricorso al Tar di Brescia contro Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) l’Italferr, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, il Comune di Brescia e la società Rfi Spa, la Rete ferroviaria italiana, per chiedere la sospensione della nota di approvazione del progetto definitivo relativo alla linea Alta Velocità Milano-Verona che, passando in via Toscana a Brescia comporterà l’abbattimento di tre palazzine.
Lo ha presentato, lunedì scorso, il Comitato di via Toscana che si oppone alla demolizione degli edifici in cui abitano 23 famiglie, una settantina di persone in tutto, le quali, entro il gennaio del 2014 dovranno essere evacuate in vista dei cantieri per la Tav.
Quello che anima la rabbia dei residenti è soprattutto il fatto che, sebbene Ferrovie Italiane sapesse da anni che il tracciato dell’Alta Velocità avrebbe cancellato le abitazioni alla periferia di Brescia, tuttavia i cittadini lo abbiano scoperto dalle pagine dei giornali, senza che nessun rappresentante istituzionale si facesse carico della comunicazione.
Per i residenti del quartiere, molti dei quali abitano nella zona da decine di anni, abbandonare le proprie case è un po’ come perdere i punti di riferimento di una vita e i legami creati con la comunità. E molti dei residenti sono anziani. C’è poi anche il nodo economico, non ancora definito, degli espropri per pubblica utilità.

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