Mac, “tregua” dopo il vertice in Prefettura

Dopo lo sciopero di giovedì mattina, allentati i picchetti davanti all'Iveco. Martedì prossimo un nuovo incontro tra le parti per salvaguardare i 91 lavoratori in mobilità.

(red.) Sono stati due giorni di tensione quelli consumatisi alla Mac di Brescia dopo l’annuncio della messa in mobilità dei 91 dipendenti della azienda che si occupa di stampaggio lamiere all’interno della Iveco.
Dopo lo sciopero avvenuto nella mattinata di giovedì 11 ottobre, il prefetto Narcisa Brassesco, i vertici di Mac e Iveco di Brescia e le sigle sindacali si sono incontrati per discutere delle sorti dei dipendenti.
La riunione, convocata d’urgenza dal Prefetto, era finalizzata a mediare tra sindacati e gli amministratori dell’azienda.
I sindacalisti della Fiom, infatti, durante lo sciopero, hanno bloccato i tir con i carichi di materiale necessari per il funzionamento dell’impianto di via Volturno. Una mossa che ha costretto l’Iveco a sospendere il lavoro e a far uscire i dipendenti a metà giornata, fino a data da destinarsi.
Dopo la riunione a Palazzo Broletto la situazione è lentamente rientrata: la Fiom ha infatti deciso di allentare i picchetti davanti ai cancelli dell’azienda  di via Volturno ed i camionisti che erano in attesa da ore nel piazzale per i rifornimenti, sono potuti entrare in fabbrica.
Martedì prossimo è stato convocato un nuovo incontro in Prefettura nel corso del quale le parti cercheranno un “ percorso condiviso che riduca l’impatto sui lavoratori del processo di ristrutturazione aziendale in corso alla Mac”.
Al vertice prenderanno parte anche i dirigenti di Mac e Iveco e i rappresentanti sindacali.
L’obiettivo della Fiom è quello di salvaguardare i 91 posti di lavoro in bilico attraverso l’uso degli ammortizzatori sociali che consentano in questo modo di “traghettare” i dipendenti della Mac fino alla primavera del 2013 quando Iveco, alla scadenza del contratto di solidarietà, potrebbe riassorbirli in azienda.

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