Impianto ceneri, “A2A non lo faccia a Lamarmora”

Un comitato di cittadini residente nella zona del termoutilizzatore ha chiesto che gli scarti dell'incenerimento dei rifuti non vengano stoccati nel quartiere.

(red.) Gli attivisti del neonato Comitato per l’Ambiente di Lamarmora, quartiere di Brescia dove ha sede anche la multiutility A2A, hanno promosso sabato 6 ottobre un presidio davanti all’inceneritore dell’ex-municipalizzata per denunciare la netta contrarietà dei residenti della zona alla costruzione di un impianto di smaltimento delle ceneri prodotte dallo stesso inceneritore.
Il Comitato, si legge in una nota, chiede alla circoscrizione sud di organizzare un ‘assemblea urgente sul tema invitando gli abitanti del quartiere a mobilitarsi per difendere la salute propria e dei loro figli. i cittadini ricordando la fumata nera dell’8 agosto e la conseguente apertura di un’indagine da parte della Magistratura, chiedono anche che i dati sulle emissioni dell’inceneritore siano resi pubblici con cadenza giornaliera, ma soprattutto chiedono ai vertici di A2A di incrementare la raccolta differenziata con lo scopo di bruciare meno rifiuti. “E’ assurdo”, come denuncia una dipendente , “che nel nido aziendale di A2a la raccolta differenziata venga fatta solo per buona volontà delle educatrici , che hanno chiesto spesso i contenitori per la raccolta della plastica, senza mai ricevere risposta”.
Un potenziamento del riciclaggio dei rifiuti è invece alla base di una drastica riduzione sia delle ceneri, sia delle emissioni prodotte. Gli attivisti, che hanno ricevuto la solidarieta’ di tanti Comitati della zona sud di Brescia, intendono iniziare un percorso di lotta che metta in discussione l’esistenza stessa dell’inceneritore nella nostra città, ritenuto inutile e dannoso e non più vantaggioso, sul piano economico, per i cittadini bresciani.

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