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C. Mombello, sciopero della fame fra i detenuti

L'azione dimostrativa inizierà lunedì contro il sovraffollamento del carcere. Il garante Emilio Quaranta sarà ascoltato in commissione per capire la situazione.

(red.) Da lunedì sarà sciopero della fame ad oltranza. I detenuti, reclusi nel carcere di Canton Mombello a Brescia, sabato hanno dato voce alla loro protesta per le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere, e hanno annunciato lo sciopero fino a quando non otterranno risposte. Non tanto dalla direzione del carcere, quanto dalle istituzioni, perchè il problema di Canton Mombello è atavico e strutturale: oggi sono ospitati 530 detenuti, a volte con picchi 570-580, quando la capienza regolare è di 200.
Troppe persone in una sola cella,senza spazio vitale e un solo bagno, a volte anche per 18 persone. Così sabato i detenuti hanno iniziato a “suonare” pentole e altri oggetti contro le grate del carcere per attirare l’attenzione della comunità e delle istituzioni, mentre fuori si radunava un picchetto di sostenitori. A metà pomeriggio una delegazione composta da Umberto Gobbi, Beppe Coriani, Luigino Beltrami, Attilio Zinelli è stata ricevuta dalla direttrice del penitenziario, Francesca Gioieni, alla presenza del garante Emilio Quaranta e del comandante delle guardie Bertini. Emilio Quaranta sarà ascoltato anche lunedì in audizione dalla Commissione consiliare Servizi alla persona della Loggia.
La risposta contro il sovraffollamento del carcere, però, per essere definitiva deve venire dalle istituzioni. La stessa direttrice ha spiegato che rispetterà la protesta e consentirà ai detenuti di costituire un comitato interno.

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