Quantcast

Fiom-Cgil: venticinque pullman verso Roma

Parteciperanno alla manifestazione nazionale promossa per venerdì 9 marzo. Tema centrale, la democrazia nel lavoro, per “riconquistare il contratto a partire da Fiat".

(p.f.) Venticinque pullman, 20 della Fiom e cinque della Cgil, partiranno da Brescia alla volta di Roma per partecipare alla manifestazione nazionale promossa da Fiom-Cgil per venerdì 9 marzo.
Tema centrale, la democrazia nel lavoro, per “riconquistare il contratto a partire da Fiat, estender l’occupazione, i diritti e l’art. 19, garantire il reddito e la cittadinanza”, come si legge nel volantino. Oltre alla manifestazione nella capitale, sempre per venerdì, la Fiom ha anche indetto otto ore di sciopero generale per i lavoratori metalmeccanici.
“Torniamo a Roma, in piazza San Giovanni”, ha spiegato Michela Spera, segretario generale Fiom di Brescia, “perché negli ultimi mesi la situazione è peggiorata. La manovra economica ha fatto cassa con gli stipendi dei lavoratori, dalle nuove imposte alle pensioni”. Dito puntato contro il Governo, che non sarebbe intervenuto sulle ragioni che hanno prodotto la crisi ma solo sullo stato sociale, privatizzando e attaccando i diritti nel lavoro.
C’è poi la patata bollente della Fiat, che ha chiuso le porte alla Fiom. “A Brescia siamo il sindacato più rappresentativo”, ha aggiunto Spera, “eppure dall’Iveco registriamo il non riconoscimento e la violazione dei diritti democratici dei lavoratori che non possono scegliere i loro rappresentanti”. Per ora il caso Fiat-Iveco è isolato, ma non si esclude che è in futuro il modello possa essere replicato anche in altre realtà.
“Alcune grosse aziende, anche se non hanno ancora messo in discussione i diritti dei lavoratori, hanno la tentazione di imitare la Fiat. E’ un pericolo da scongiurare”. Timori anche sul fronte delle politiche industriali. “Il più grande gruppo privato, la Fiat, e il più grande gruppo pubblico, Finmeccanica, non fanno intravedere politiche che possano stimolare la crescita occupazionale. Saremo in piazza anche per queste ragioni”, ha spiegato il segretario.
E i dati parlano chiaro: il patronato Cgil Brescia ha visto raddoppiare le domande di disoccupazione nel periodo gennaio-febbraio 2012 rispetto agli stessi mesi del 2011. Per quanto riguarda la cassa integrazione, Brescia è in linea con il dato nazionale: +40% del gennaio 2012 rispetto al 2011. “La Cgil sostiene questa manifestazione”, ha aggiunto il segretario Damiano Galletti, “perché è uno sciopero che parla a tutto il mondo del lavoro. Dobbiamo mettere al centro dell’agenda politica nazionale ed internazionale il tema del lavoro, i problemi attuali e le prospettive”.
Alte le aspettative per la manifestazione, ma la Fiom Brescia ha già un buon motivo per festeggiare. Il Tribunale Fallimentare di Brescia ha infatti ammesso al passivo fallimentare i crediti della Fiom Cgil relativi ai contributi sindacali non versati con il rango di crediti privilegiati e ha condannato Pressofusioni Valtrumpline a rifondere le spese processuali.
Il fallimento Pressofusioni aveva negato la natura privilegiata dei contributi sindacali. Il Tribunale ha invece dato ragione al sindacato. “Siamo soddisfatti”, ha concluso Spera, “anche a fronte delle recenti scelte di Federmeccanica che riteneva decaduto il nostro diritto al versamento dei contributi sindacali. La sentenza del Tribunale è un primo importante pronunciamento che smentisce la posizione di Federmeccanica”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.