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L’ex ministro Brambilla contro Green Hill

C'era anche l'ex titolare del dicastero al Turismo a Montichiari, per la manifestazione contro la fabbrica di cavie. Consegnate al sindaco 17mila firme per la chiusura dell'azienda.

(red.) C’era anche Michela Vittoria Brambilla venerdì mattina a Montichiari. L’ex ministro del Turismo è tornata nella città della Bassa bresciana per appoggiare la protesta degli animalisti che hanno chiesto ancora una volta la chiusura di ‘Green Hill’, l’allevamento di beagle destinati alla vivisezione.
In mattinata, alcuni rappresentanti del comitato ‘Montichiari contro Green Hill’ hanno consegnato quasi 17mila firme al sindaco Elena Zanola. Nel pomeriggio attivisti del ‘Coordinamento fermare Grenn hill’ hanno protestato fuori dalla Asl di Montichiari.
Una decina di attivisti arrivati da Desenzano, Pisa, Trieste, Genova, Pordenone, in maggior numero donne, hanno proclamato lo sciopero della fame. Con sacchi a pelo al seguito, si sono stabiliti sotto il porticato del Comune di Montichiari con l’intenzione di restarvi ad oltranza, fino a quando l’allevamento ‘Green Hill’ sarà chiuso.
Dopo due ore di trattative, però,  gli agenti della Polizia municipale di Montichiari hanno convinto i 15 manifestanti a sospendere la manifestazione.
Il primo cittadino Elena Zanola che aveva sempre dichiarato l’impossibilità di sospendere la licenza di attività alla fabbrica di cavie della multinazionale Marshall, ha detto di avere inviato una lettera ai neo ministri dell’Interno e della Salute per chiedere che intervengano nella questione. “Se vogliono che tutti gli allevamenti di animali destinati alla sperimentazione chiudano”, ha detto Zanola, “devono fare una legge”.
Alla manifestazione di venerdì era presente anche l’eurodeputato dell’Idv Andrea Zanoni che ha annunciato l’intenzione di “un intervento a Bruxelles” sul caso dell’azienda monteclarense.

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