Benzinai sul piede di guerra, è sciopero

Dall'1 novembre aumento delle accise sui carburanti e quindi possibili rincari sul prezzo. L'agitazione dei gestori inizia martedì 8 e termina venerdì 11.

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(red.) A partire dal 1 novembre aumentano le accise sui carburanti per ripagare i danni causati dal maltempo in Toscana e Liguria.
Tutto questo, secondo l’Unione petrolifera, potrebbe provocare un incremento dei prezzi dei carburanti. Nella determinazione n. 127505 del 28 ottobre 2011, scrive Quotidiano Energia in una nota, l’Agenzia delle Dogane fissava in +8,90 euro per mille litri (ossia quasi 9 millesimi) l’aumento deciso per rimpinguare il fondo di riserva per le spese impreviste dopo che il Consiglio del ministri di venerdì scorso ha destinato 65 milioni di euro alle zone della Toscana e della Liguria colpite dall’alluvione.
“Considerato che nella medesima seduta del Consiglio dei Ministri”, si legge nel provvedimento dell’Agenzia, “è stato, altresì, deciso di reintegrare il fondo per un importo pari a 65 milioni di euro mediante un incremento dell’accisa sui carburanti”, dal primo novembre al 31 dicembre le nuove imposte di fabbricazione saranno pari a 622,10 euro per mille litri per la benzina e a 481,10 euro per mille litri per il diesel.
“Se aumentano le accise è probabile che l’incremento si rifletta nel prezzo finale. Se c’è un aumento di costo è difficile che non si ripercuota sul prezzo”, dice l’Up.
E sul rincaro dei carburanti i benzinai aderenti a Faib-Confesercenti hanno annunciato 15 giorni di sciopero a partite dalle 19,30 di martedì 8 novembre.
I gestori delle pompe sono sul piede di guerra, anche nel Bresciano, per la decisione del Governo di cancellare il cosiddetto “Bonus fiscale” che per i gestori vale un terzo del loro margine, e di non concere le liberalizzazioni nel mercato richieste dalle categorie.
L’agitazione sarà a singhiozzo, ovvero suddivisa in tre diversi scaglioni di chiusure:  da martedì sera gli impianti resteranno chiusi per le intere giornate di mercoledì e giovedì e riapriranno alle 7 di venerdì 11. Le altre giornate di sciopero verranno programmate ed annunciate successivamente.
In funzione solo i self service, ma le cisterne non verranno riempite e quindi non è garantita la possibilità di rifornimento.
Lo sciopero potrebbe ancora rientrare se ”il Governo decidesse di non adottare almeno uno dei due provvedimenti sopra richiamati” affermano i gestori. Gli occhi ora sono puntati sul Dl Sviluppo dal quale si attendono proprio le misure a favore della liberalizzazione del settore attese dalla categoria. Nella bozza del provvedimento sono contenute misure volte ad ”ottenere un più avanzato livello di competitività che contribuisca a realizzare il prezzo al consumo più contenuto su tutto il territorio nazionale”.
Nascerà una ‘Borsa’ carburanti dove il Gme, che diventerà Gmec (gestore dei mercati energetici e dei carburanti), “definisce un mercato organizzato all’ingrosso dei carburanti nel quale sono negoziati, con listini almeno settimanali, prodotti petroliferi per l’autotrazione”.
A rischio fallimento, è la denuncia dei gestori, ci sarebbero “circa 25.000 piccole imprese ed i 140.000 posti di lavoro degli addetti occupati”.

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