Morti sospette, chiesti 24 anni per l’ex primario Carlo Mosca

Il medico, ai domiciliari dal gennaio 2021, è accusato di omicidio volontario plurimo nei confronti di due pazienti morti nel marzo del 2020. In giornata attesa la sentenza.

Brescia. Richiesta una condanna a 24 anni di carcere per Carlo Mosca, l’ex primario facente funzione al pronto soccorso di Montichiari (Brescia) alla sbarra con l’accusa di omicidio volontario plurimo per aver iniettato Succinilcolina e Propofol a tre pazienti affetti da Covid nel marzo del 2020, durante i mesi più critici della pandemia. L’obiettivo sarebbe stato, secondo l’accusa, liberare posti letto nel nosocomio bresciano, oberato dai ricoveri.

Nella mattinata di venerdì, nel tribunale di Brescia, le conclusioni del processo contro il medico cremonese: gli vengono attribuiti i decessi di Natale Bassi, 61enne di Ghedi, e di Angelo Paletti, 79enne di Calvisano, mentre per Ernesto Nicolosi, 87enne di Carpenedolo, il pm Federica Ceschi ha chiesto l’assoluzione poichè «non ci sono sufficienti elementi per una richiesta di condanna».

A denunciare il caso era stato un infermiere che aveva ricevuto, questa la testimonianza fornita in aula, una telefonata dell’imputato (ai domiciliari dal gennaio 2021) che gli avrebbe chiesto di somministrare ad un paziente due fiale di Succinilcolina. Una disposizione che non era prevista per il paziente in oggetto il quale non necessitava di quella tipologia di farmaci che, se iniettati senza intubazione, avrebbero causato la morte in pochi minuti.
Mosca si è difeso affermando di avere chiesto la somministrazione di morfina. Per il pm però risulta strano che un infermiere abbia potuto fraintendere il nome del farmaco.
L’infermiere Michele Rigo, da cui è partita la denuncia, è stato considerato attendibile dagli inquirenti, così come il collega Massimo Bonettini che ha testimoniato in aula contro l’ex primario. Gli altri testimoni, invece, secondo la pubblica accusa non sono stati ritenuti veritieri, in quanto avrebbero modificato le testimonianze rese prima del processo durante la fase delle indagini.

Per il pm Ceschi è «assurda» la tesi del complotto contro Mosca non essendoci nè astio nè risentimento nei suoi confronti da parte dei due infermieri.
In giornata è attesa la sentenza.

 

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