Omicidio Fantoni: “Pavarini capace di intendere e di volere”

In attesa della sentenza in Appello, che verrà emessa questo venerdì, la perizia psichiatrica disposta dalla pubblica accusa ha escluso che il 33enne omicida di Francesca Fantoni, fosse affetto da vizio di mente mentre commetteva il fatto.

Bedizzole. Andrea Pavarini “capace di intendere e di volere” quando ha commesso il brutale omicidio di Francesca Fantoni, la 39enne di Bedizzole (Brescia), affetta da ritardo cognitivo, che venne stuprata ed uccisa a calci e pugni il 27 gennaio del 2020 in un parco del paese dopo essersi opposta alle avance sessuali del 33enne, condannato in primo grado all’ergastolo e per il quale si profila, questo venerdì, il giudizio in Appello.

Queste le conclusioni della perizia psichiatrica effettuata dallo psichiatra forense Marco Lagazzi nella consulenza disposta dalla Corte d’Assise d’appello nei confronti dell’omicida della donna.
Per Pavarini la pubblica accusa ha chiesto la conferma della pena emessa in primo grado.

«Non si tratta- scrive il perito- di uno psicotico né di un paziente affetto da qualsivoglia patologia di rilievo psichiatrico maggiore, ma unicamente di un soggetto con ritardo mentale, che ha le fluttuazioni di umore e le modalità di analisi di realtà e di reazione coerenti con la sua condizione», smentendo quindi l’ipotesi della difesa del 33enne che sosteneva che l’uomo fosse affetto da vizio parziale di mente nel momento in cui veniva commesso il delitto.

 

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