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Toscolano, morte agente: alla sbarra sindaco ed ex comandante Locale

Tre le persone chiamate a rispondere di "concorso in omicidio colposo": il primo cittadino Castellini, il tecnico comunale Peruzzi e Alessandro Costa, ex numero uno della polizia Locale.

(red.) Tre le persone rinviate a giudizio, due i proscioglimenti per la morte di Gino Zanardini, vice comandante della polizia Locale di Toscolano Maderno (Brescia), rimasto ucciso dopo essere stato colpito, il 12 giugno 2018, da un masso nella forra di Covoli, dove l’agente si era recato per effettuare un sopralluogo dopo le abbondanti piogge cadute sulla zona.
Dovranno comparire in tribunale il sindaco Delia Maria Castellini, Mauro Peruzzi, il responsabile dell’ufficio tecnico del centro del lago di Garda e Alessandro Costa, l’allora comandante della polizia Locale. La vicenda giudiziaria, nel corso dell’udienza preliminare, si chiude per Giovanni Marchetti, progettista e direttore dei lavori di rifacimento e messa in sicurezza della passerella Covoli e Sandro Fortini, il collaudatore delle opere realizzate per la passerella.

Il processo inizierà il 31 marzo. L’imputazione è di “cooperazione in omicidio colposo”. Secondo la procura di Brescia, il sindaco Castellini e il tecnico comunale Mauro Peruzzi, non avrebbero, “predisposto una procedura di gestione-accesso alla passerella pur essendo a conoscenza del fatto che i presidi di contenimento della caduta massi non erano esaustivi per la prevenzione del relativo rischio”.

 

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