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Decessi sospetti, in aula sfilano i primi testimoni

Al via il processo contro l'ex primario del pronto soccorso di Montichiari, accusato della morte di due anziani pazienti affetti da Covid cui avrebbe somministrato farmaci letali.

(red.) E’ iniziato mercoledì 1 dicembre il processo a carico di Carlo Mosca, medico cremonese, ex primario facente funzione al pronto soccorso di Montichiari (Brescia), accusato di avere volontariamente cagionato la morte di due anziani pazienti con lo scopo, secondo l’accusa, di “liberare” letti all’ospedale durante il picco della pandemia da Covid19, nel marzo dello scorso anno.
Il medico era presente in aula, dove hanno parlato i primi testimoni e lui stesso ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Tra questi il grande accusatore di Mosca, l’infermiere che, con la sua denuncia, fece scattare le indagini che hanno portato all’arresto del medico, nello scorso gennaio. Mosca è difeso dagli avvocati Elena Frigo e Michele Bontempi.

Secondo gli inquirenti, il medico cremonese avrebbe somministrato ai pazienti succinilcolina e propofol, farmaci che, se non è prevista l’intubazione nei minuti successivi, portano al decesso del malato.
Il primo a testimoniare è stato l’infermiere Michele Rigo, il quale sarebbe stato contattato da Mosca, al telefono, per somministrare a un paziente dei farmaci, tra cui la succinilcolina. Medicinale che l’infermiere, non avendo ottenuto la prescrizione da Mosca, non somministrò.
Il secondo testimone è stato interrogato sulla chat in cui sarebbero avvenuti scambi di conversazione tra dipendenti dell’ospedale in cui si citavano diverse questioni e, anche, il farmaco al centro dell’inchiesta.
Rinviata invece la deposizione del terzo tesate che, in aula ha accusato un malore ed è stato soccorso dallo stesso Mosca.
La prossima udienza è stata fissata per il 31 gennaio. A processo si sono costituti parte civile i familiari degli anziani deceduti.

 

 

 

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