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Revenge porn, un imputato risarcisce e chiede scusa alla vittima

La vittima della vendetta a sfondo sessuale una dottoressa che, a seguito della vicenda, ha perso il lavoro. Nove le persone alla sbarra, tra cui un la figlia di un ex allenatore di calcio di Serie A e un ex calciatore del Brescia.

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(red.) Alla sbarra sono chiamate dieci persone, in un procedimento penale per il cosiddetto “revenge porn”, una vendetta a sfondo sessuale compiuta pubblicando e diffondendo materiale fotografico o video che mostrano persone impegnate in atti sessuali o in pose sessualmente esplicite, senza che ne abbiano dato il consenso.
Sette i rinvii a giudizio, due le richieste di rito abbreviato e una posizione che si è chiusa con il risarcimento danni ed il ritiro della querela.
La vicenda prende le mosse da alcuni video hot che, tra il settembre del 2017 e la fine di febbraio dello scorso anno, sono stati fatti circolare su alcune chat di Whatsapp e che hanno come protagonista una dottoressa 40enne che lavorava a Brescia, allontanata poi dal posto di lavoro quando la vicenda dei filmati a luci rosse venne a galla. A diffonderli un bresciano di 48 anni con cui la professionista aveva avuto una relazione.

Gli imputati sono tutti accusati di diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, il 48enne anche di diffamazione e di violazione della privacy. Tra le persone coinvolte un agente di polizia locale della provincia di Torino, un ex calciatore delle rondinelle e due donne, una delle quali è la figlia di un noto allenatore di calcio. Quest’ultima deve rispondere anche del reato di sostituzione di persona perchè avrebbe creato un falso indirizzo mail con il quale avrebbe poi diffuso i video e le immagini erotiche della dottoressa.
Il processo è stato aggiornato al 23 marzo 2022 quando verranno discussi gli abbreviati, ma anche le richieste di rinvio a giudizio.

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