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Morte di Francesca Maifredi, chiesti 12 anni per Paloschi

Secondo l'accusa fu lui a iniettare l'eroina che, mescolata con ketamina e alcol, provocò il decesso per overdose della 24enne. Pene di sette e sei anni richieste per gli spacciatori. Dieci mesi per l'amica che non chiese aiuto.

(red.) Il sostituto procuratore Benedetta Callea, nella requisitoria pronunciata lunedì, ha chiesto pene dai 10 mesi ai 12 anni per i sette imputati del processo (che si svolge con il rito abbreviato) per la morte per overdose della 24enne Francesca Manfredi, avvenuta il 23 agosto 2020 in un appartamento delle Fornaci a Brescia a conclusione di 48 ore di sballo ottenuto mescolando droghe e alcol.
Michael Paloschi, accusato di omicidio preterintenzionale, è per l’accusa l’uomo che ha iniettato a Francesca Manfredi l’eroina (la prima dose della sua vita) provocandone la morte durante la notte. La richiesta per lui è stata di 12 anni. In quel momento nell’abitazione si trovava anche un’amica della vittima, Francesca R, per la quale sono stati chiesti 10 mesi per omissione di soccorso non avendo lanciato l’allarme quando l’amica ha cominciato a star male.
Sette anni di reclusione è la pena chiesta per Haythem Bouaoun e Thomas Maroni, entrambi accusati di spaccio: il primo per l’eroina e il secondo per la ketamina. Per Sara Reboldi, anche lei accusata di spaccio e di morte come conseguenza di altro delitto, sono stati chiesti sei anni per aver ceduto a Francesca e Paloschi della ketamina che avrebbe provocato l’intossicazione letale.
Per Franci Gjana, il quale secondo l’accusa avrebbe venduto ketamina e 200 cartoncini imbevuti di acido allucinogeno, la richiesta è stata di 4 anni e otto mesi. Mario Mborja, accusato di concorso in cessione di stupefacenti tipo ketamina, rischia un anno e quattro mesi. Il processo è stato aggiornato al 10 dicembre per gli interventi della difesa.

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