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Calunnia, altra assoluzione per Caromani

L'ex comandante della Polizia provinciale assolto "perché il fatto non sussiste" dall'accusa di avere calunniato, nel 2017, un agente del Gev per i rimborsi percepiti.

(red.) Un’altra assoluzione per Carlo Caromani, ex comandante della Polizia Provinciale di Brescia.

Dopo essere stato scagionato in toto, un paio di settimane fa, dalle accuse di avere gestito la caccia al cinghiale sul territorio bresciano in modo illecito, al termine di un processo durato anni, venerdì 15 ottobre, l’ex numero uno della Provinciale è stato assolto, “perché il fatto non sussiste”, dall’accusa di calunnia nei confronti di una delle Guardie ecologiche volontarie delle Torbiere di Iseo, accusata, secondo la Procura, dall’ex comandante di aver indebitamente percepito contributi dall’ente, per un valore di 6mila euro.

La segnalazione, effettuata da Caromani nel 2017, secondo la difesa dell’ex comandante della Provinciale, voleva sottolineare le modalità con cui  il Corpo della Guardie ecologiche volontarie percepiva i rimborsi dalla Riserve delle Torbiere,  in contanti e senza che fosse stipulata una convenzione con la Provincia di Brescia. Una affermazione che, per il Tribunale, non costituisce calunnia.

 

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