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“Spese pazze”, le pene in appello per 8 politici bresciani

Otto i consiglieri eletti nel bresciano a processo per la vicenda dei "rimborsi gonfiati" al Pirellone. Condanne confermate o riformulate.

(red.) La condanna più alta, 4 anni e 2 mesi (peculato e truffa), tra i 39 politici ed ex consiglieri di Regione Lombardia imputati nel maxi processo per “Rimborsopoli”, è stata comminata a Stefano Galli,  ex capogruppo della Lega al Pirellone. Galli avrebbe fatto ottenere una consulenza da 196mila euro al genero, anche lui tra gli imputati (l’unico a non essere un politico) e si sarebbe fatto pure rimborsare oltre 6mila euro per il banchetto del matrimonio della figlia.

Confermata o rideterminata in appello la condanna per i 39 a processo per la vicenda dei “rimborsi gonfiati” in Regione e, anche, assoluzione per avvenuta prescrizione dei reati commessi nel 2008.

Otto i consiglieri eletti nel bresciano nelle liste di Lega Nord, Forza Italia e Udc: Renzo Bossi, Vanni Ligasacchi, Alessandro Marelli, Enio Moretti, Margherita Peroni, Gianmarco Quadrini, Monica Rizzi e Pierluigi Toscani.
Rideterminata la condanna per la camuna ex assessore Monica Rizzi ( due anni e un mese).

Sempre sul fronte bresciano, Enio Moretti (Lega) è stato condannato alla pena rideterminata a 2 anni e 8 mesi. Margherita Peroni, ex assessore di Forza Italia, è stata condannata ad un anno, sette mesi e 15 giorni. L’ex capogruppo dell’Udc Gianmarco Quadrini è stato condannato a un anno e 11 mesi (prescrizione per i fatti attribuitigli nel 2008). Per tutti gli altri sono state invece confermate le condanne decise in primo grado.
Assolto, invece, l’ex consigliere di Forza Italia Stefano Maullu (ora passato a Fratelli d’Italia).

Dieci i patteggiamenti: Nicole Minetti, ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, eletta nelle file di Forza Italia, Alessandro Colucci ( Noi con l’Italia) eletto nel bresciano, ha avuto un anno di pena e  otto mesi e venti giorni.

I politici ed ex politici (51 in tutto) sono accusati di essersi fatti rimborsare, tra il 2008 ed il 2012, con soldi pubblici, spese per un totale di circa 3 milioni per l’acquisto di cartucce da caccia o ‘gratta e vinci’, oppure cene da centinaia di euro per pochi coperti o per tavolate di 26 persone. E poi drink o lunch in locali di lusso, i costi di sigarette, videogiochi e anche l’acquisto di ‘Mignottocrazia’ il libro di Paolo Guzzanti.

Ritoccate dai giudici milanesi molte condanne per intervenuta prescrizione per gli episodi relativi al 2008 e in molti casi revocato le confische disposte in primo grado. Tra 90 giorni le motivazioni delle sentenze.

 

 

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