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Nuove prove contro il baby-stupratore

I carabinieri di Chiari hanno rinvenuto nel carcere il cellulare di una delle vittime che ha anche riconosciuto il giubbini che indossava il 15enne magrebino.

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(red.) Il giudice del tribunale del Riesame deve ancora esprimersi, ma sarà difficile che il 15enne magrebino accusato di aver violentato due donne potrà tornare in libertà. Soprattutto alla luce delle ultime prove indiziali raccolte dai carabinieri di Chiari.
I militari comandati dal capitano Egidio Lardo, infatti, hanno raccolto le testimonianze di una delle due vittime, che avrebbe riconosciuto il giubbino trovato sulla scena del crimine come appartenente al ragazzo.
Altro pesante elemento probatorio, il cellulare della vittima, rinvenuto tra le pareti del carcere Beccaria, in mano ad altri detenuti, fatto che i militari ritengono prova dell’avvenuta ricettazione. Il giovane non si sarebbe, dunque,  limitato a praticare violenza, ma avrebbe anche sottratto denaro e oggetti alle sue vittime.
Il difensore del 15enne , l’avvocato Giambattista Scalvi, però, contesta la validità probatoria degli elementi acquisiti, che definisce «non decisivi». Intanto il magrebini rimane confinato, in attesa della pronuncia del Riesame, tra le pareti del carcere Beccaria di Rovato, dove è rinchiuso dal 22 novembre scorso

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