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Omicidio Ragnoli, in aula il “terzo uomo”

Martedì 2 luglio si è svolta l'udienza preliminare del processo per il delitto del 42enne, freddato a colpi di pistola il 6 gennaio del 2005 a Roncadelle.

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(red.) Giancarlo Ragnoli venne ucciso a Roncadelle (Brescia) il 6 gennaio del 2005. Sette anni dopo, nell’ottobre del 2012, vennero arrestati i presunti mandante ed autore dell’assassinio, rispettivamente Luigi Dordi, 36 enne di Brescia, e Davide Bettera, 35enne di Iseo, accusato invece di aver eseguito materialmente l’assassinio dietro un compenso di 12 mila euro.
L’omicidio sarebbe maturato nel mondo del traffico degli stupefacenti. Una vendetta nella quale a pagare un prezzo altissimo fu proprio il tifoso biancoblù.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, all’origine ci sarebbe una storia di rivalse trasversali iniziata quando una persona si sarebbe rivolta a Ragnoli per avere protezione dopo essere stato ferito con un’arma da taglio da Dordi. Ragnoli avrebbe sparato con un fucile a canne mozze a Dordi e quest’ultimo, insieme ad un amico, avrebbe preparato l’agguato mortale, ingaggiando, dietro pagamento, Bettera.
Nel primo pomeriggio dell’Epifania del 2005 un uomo si era presentato alla porta di Ragnoli, all’epoca agli arresti domiciliari, esplodendogli contro sei colpi di pistola. La vittima, colpita al torace, all’addome e ad una gamba, morì poco dopo l’arrivo dei soccorsi.
Il 31 dicembre del 2010 le prime rivelazioni di un pluripregiudicato misero gli investigatori sulla pista giusta: Dordi venne messo alle strette facendo le prime ammissioni, ma, avendo problemi psichiatrici, per ottenere prove attendibili occorrevano altri riscontri. Riscontri che arrivarono da altre fonti e che consentirono così di incastrare i due uomini alle proprie responsabilità.
Ora la vicenda sbarca in un’aula di tribunale: martedì 2 luglio si è svolta l’udienza preliminare per l’acquisizione di dati e documenti, e la valutazione di un incidente probatorio per il pentito e ora collaboratore di giustizia, accusato insieme a Dordi e Bettera dell’omicidio. Una volta sentito il cosiddetto “terzo uomo”, i legali dei due imputati decideranno se chiedere il rito abbreviato per i propri assistiti.
I familiari del 42enne ucciso a colpi di pistola si sono costituiti parte civile.

 

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