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Maltrattamenti, la maestra: “Solo severità”

Antonella C., la docente elementare di Capo di Ponte, accusata di vessazioni nei confronti dei suoi piccoli studenti, si è difesa dalle imputazioni a suo carico.

(red.) Severità, ma non violenza. Questo il metodo educativo utilizzato da Antonella C., la maestra  55enne di Cemmo di Capo di Ponte (Brescia), a processo per maltrattamenti sugli alunni della scuola elementare del paese camuno. La donna si è difesa in questo modo dalle accuse (pesanti) a suo carico, ovvero quelle di avere maltrattato i suoi alunni.
Secondo l’accusa, l’insegnante avrebbe inflitto agli studenti schiaffi, scappellotti, tirate d’orecchi e di capelli, conditi da quaderni e astucci volati da una parte all’altra della classe. Punizioni e reazioni spropositate inflitte per un accento dimenticato, una virgola infilata a caso nel dettato o per un’acca sbagliata.
La vicenda risale a febbraio dello scorso anno. In tempi diversi, una dopo l’altra le denunce di genitori e alunni sono arrivate sempre più numerose ai carabinieri per finire poi sulla scrivania del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, che ha disposto un approfondimento, facendo installare una telecamera nascosta nell’aula della maestra. Il suo operato finì in diretta sui monitor della caserma dei carabinieri di Capo di Ponte. Le immagini registrarono scappellotti e altri metodi educativi poco ortodossi, e con essi anche l’intervento dei militari. La donna venne arrestata nel corso delle lezioni.
Lunedì 24 giugno la docente è stata ascoltata nel corso del processo. Ha spiegato che gli “scappellotti” ripresi dalle telecamere erano in realtà utilizzati come “rafforzativi” anche nel caso di un bambino che avesse svolto bene un compito o una lezione, ma mai utilizzati per umiliare i piccoli studenti.
Le pagine strappate dai quaderni? Un suo metodo per eliminare i compiti fatti mal e o con troppi errori. Il tono alto della docente durante le lezioni? Una sua caratteristica, per altro nota, è stato sottolineato dagli avvocati difensori, anche dalle colleghe e dalle bidelle. Ma nessuna delle altre insegnanti avrebbe mai udito schiaffi o sberle o bambini in lacrime per averli ricevuti. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 14 ottobre: verranno ascoltati altri testimoni della difesa.

 

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