Brescia “cancella” Mussolini: «Una farsa mentre la città è nel degrado»
Il Consiglio comunale ha revocato la cittadinanza onoraria al Duce dopo 102 anni. Rete dei Patrioti critica anche l’astensione del centrodestra: «Pavidità politica».
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Brescia. Dopo 102 anni Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Brescia. La decisione è arrivata lunedì 28 settembre in Consiglio comunale, dove la mozione presentata dal consigliere del Pd Andrea Curcio è stata approvata con 17 voti favorevoli, 9 astensioni e nessun voto contrario. Il provvedimento chiude un iter iniziato con la mozione depositata nell’ottobre 2024.
Una decisione che ha riacceso il confronto politico in città. Tra le reazioni più dure c’è quella di Trincea Urbana Brescia – Rete dei Patrioti, che contesta sia la revoca della cittadinanza onoraria sia la scelta del centrodestra di non votare contro.
«L’ennesima buffonata ideologica», è l’incipit della presa di posizione diffusa dalla formazione, secondo la quale in Consiglio comunale sarebbe andato in scena «il teatro dell’assurdo» con la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini.
Rete dei Patrioti definisce il provvedimento «fuori tempo, inutile e di una codardaggine politica disarmante» e sostiene che servirebbe soltanto a «sventolare bandierine ideologiche su fatti di oltre un secolo fa».
Nel mirino anche il voto del centrodestra. «A questa farsa si aggiunge però la pavidità di un centrodestra che ha scelto di astenersi», sostiene la formazione, secondo cui i consiglieri avrebbero dovuto esprimere voto contrario «a testa alta», sia per contestare quella che viene definita una riscrittura della storia, sia per riportare l’attenzione sui problemi attuali della città.
Nel comunicato il riferimento viene esteso anche alla vicenda del Bigio, con una dura critica alle operazioni che, secondo Rete dei Patrioti, rischierebbero di trasformarsi in una cancellazione della memoria. «La storia non si cancella con un colpo di spugna in Consiglio comunale per lavarsi la coscienza o per quieto vivere», si legge nella nota.
La formazione concentra quindi la propria critica sul tema della sicurezza e del degrado urbano, sostenendo che il dibattito sulla cittadinanza onoraria abbia sottratto attenzione alle emergenze della Brescia contemporanea.
«Mentre la politica perde tempo tra battaglie ideologiche e astensioni di comodo, Brescia è abbandonata a sé stessa», afferma Rete dei Patrioti, che parla di «insicurezza in ogni quartiere, tra degrado e microcriminalità fuori controllo».
La conclusione del comunicato lega direttamente la vicenda del 1924 alle questioni amministrative del presente: «Pensano alla cittadinanza del 1924 perché non hanno il coraggio e la capacità di garantire la sicurezza dei bresciani nel 2026».
La revoca approvata lunedì chiude dunque formalmente la vicenda della cittadinanza conferita a Mussolini il 24 maggio 1924, ma il voto ha aperto un nuovo fronte nel confronto politico cittadino. La seduta ha visto infatti un lungo dibattito e due emendamenti presentati dal centrodestra, respinti dal centrosinistra, prima del voto finale sulla mozione.








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