Scuola, stretta di Meloni: tetto agli stranieri e stop a burqa e niqab

La premier ha annunciato il provvedimento in arrivo al Consiglio dei ministri. Obbligo di italiano per alcuni genitori stranieri. Schlein attacca: «Propaganda».

Roma. Tetto al numero di studenti stranieri nelle classi, obbligo di imparare l’italiano per i genitori degli alunni con gravi difficoltà di inserimento scolastico e divieto di burqa e niqab a scuola.
Sono le misure annunciate da Giorgia Meloni dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale di Fratelli d’Italia, e destinate, secondo la premier, ad arrivare a breve in Consiglio dei ministri.
«Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l’italiano, e introduce il divieto di burqa e niqab a scuola», ha annunciato Meloni.
Il passaggio più netto riguarda la composizione delle classi. «Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare», ha detto la presidente del Consiglio, sostenendo che quando gli studenti che non comprendono la lingua italiana diventano numerosi «quella non è più integrazione, quello è abbandono».
Sul velo integrale, Meloni ha ribadito:
«A scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità uomo-donna non è negoziabile». Il provvedimento annunciato riguarda burqa e niqab, non il semplice hijab.
L’annuncio arriva nella stessa giornata in cui a Pontida il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha parlato della necessità di un’integrazione fondata anche sulla condivisione di alcuni valori, citando «l’uguaglianza uomo-donna» e «la laicità dello Stato».
Sul fronte politico, Roberto Vannacci si è detto «assolutamente d’accordo» con le misure, aggiungendo: «Questi provvedimenti dovevano arrivare anni fa». Dalle opposizioni, invece, sono arrivate critiche alla proposta e alla sua concreta applicabilità. Il riferimento è anche al limite del 30% di alunni stranieri già previsto da una circolare ministeriale, una soglia che secondo le critiche non sarebbe applicabile in numerosi contesti scolastici.
Elly Schlein ha contestato l’iniziativa della premier e la sua utilità concreta per le famiglie. Il dibattito riguarda infatti anche la gestione delle classi nelle aree dove la presenza di studenti stranieri è particolarmente elevata. L’Associazione nazionale presidi ha espresso dubbi sulla possibilità di applicare tecnicamente un tetto rigido: «E se in quella zona c’è una maggioranza straniera la scuola che deve fare, deve mandare via gli studenti?».
Nel suo intervento Meloni ha parlato anche di scuola e università, annunciando una norma per denominare «licei» gli istituti tecnico-professionali e rivendicando l’aumento del Fondo di finanziamento ordinario delle università a 9,4 miliardi di euro, contro gli 8,4 miliardi indicati come livello di partenza dal governo.
La premier ha poi attaccato direttamente Schlein, alternando i temi della scuola alle polemiche politiche. «Ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestarci?», ha detto rivolgendosi alla segretaria dem.
Nel mirino anche le critiche dell’opposizione sulla sospensione del bollo auto per determinate categorie di veicoli. «Faremo il conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare», ha ironizzato Meloni, facendo il verso a «Bella ciao» con il ritornello «bollo ciao, bollo ciao».
La giornata politica si è chiusa anche con un passaggio sulla prossima campagna elettorale. Meloni ha invitato i suoi sostenitori a non dare «automaticamente per buono nulla di quello che vedrete nei prossimi mesi», sostenendo che durante la campagna elettorale potrebbero essere utilizzati strumenti da parte di chi, a suo dire, «non ama una democrazia solida, un’Italia forte, un leader libero».

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.