Caso Bar Terrazza a Ospitaletto, l’opposizione chiede le dimissioni di Mandelli

Il capogruppo di Alternativa per Ospitaletto ha denunciato presunte anomalie negli elaborati progettuali e solleva dubbi sul ruolo dell’assessore.

Ospitaletto. È scontro politico ad Ospitaletto (Brescia) sul progetto del nuovo Bar Terrazza.
Il capogruppo di Alternativa per Ospitaletto, Matteo Totò, ha presentato una dura presa di posizione chiedendo le dimissioni dell’assessore architetto Enrico Mandelli, dopo aver rilevato quella che definisce una «situazione gravissima» legata agli elaborati progettuali della gara per la realizzazione e gestione della struttura.
Secondo l’opposizione, alcuni documenti relativi alla proposta presentata dalla società Danesi Partnership S.r.l., pur risultando firmati da altri professionisti, riporterebbero nei metadati dei file PDF il nome di Enrico Mandelli come autore dei documenti. Lo stesso elemento, sostiene Totò, sarebbe presente anche in successivi elaborati allegati alla deliberazione di Giunta comunale numero 82 del 23 giugno 2026.

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Una circostanza che, secondo il capogruppo di Alternativa per Ospitaletto, richiederebbe chiarimenti immediati: «La presenza ricorrente del nome di Mandelli in atti riguardanti questa vicenda pone interrogativi che non possono essere ignorati».
Nel mirino dell’opposizione anche il ruolo istituzionale ricoperto da Mandelli al momento della discussione del provvedimento. Totò ricorda infatti che l’attuale assessore, quando era presidente del Consiglio comunale e presidente della Commissione Territorio e Ambiente, aveva espresso voto favorevole sul progetto del Bar Terrazza.
«Per chi ricopre incarichi istituzionali», sottolinea Totò, «non basta essere imparziali: bisogna anche apparirlo». Da qui la richiesta di dimissioni dell’assessore, con l’eventuale revoca del mandato da parte del sindaco Laura Trecani qualora Mandelli non dovesse fare un passo indietro.
L’opposizione chiede quindi che la vicenda venga affrontata pubblicamente e con la massima trasparenza, contestando quello che definisce un atteggiamento di «silenzio» e chiedendo chiarimenti sull’intera procedura.

 

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