Corda Molle, la maggioranza di Chiari attacca Vizzardi: «La mozione scarica responsabilità sul Comune»
La replica della maggioranza alla proposta dell’opposizione sul pedaggio: «Il problema esiste, ma servono soluzioni concrete, non richieste senza copertura economica». Nel mirino il ruolo dell’ex consigliere provinciale con delega alle infrastrutture.
Più informazioni su

Chiari. Il pedaggio della Corda Molle accende il confronto politico a Chiari.
In Consiglio comunale la maggioranza ha respinto la mozione presentata dai consiglieri di minoranza Massimo Vizzardi, Codoni e Facchetti, giudicandola «priva di strumenti concreti» e accusando l’opposizione di «trasferire sul Comune competenze che appartengono ad altri livelli istituzionali».
Al centro del dibattito la richiesta di attivarsi per ottenere agevolazioni sul pagamento del raccordo Ospitaletto-Montichiari, con particolare riferimento ai cittadini, ai lavoratori, alle imprese e alle associazioni del territorio.
«Nessuno nega che il pedaggio rappresenti un costo aggiuntivo per famiglie e aziende», è stato sottolineato dalla maggioranza, «ma proprio perché il tema è serio deve essere affrontato con serietà. Una mozione non può limitarsi a indicare obiettivi condivisibili senza spiegare chi decide, quanto costa e chi dovrebbe finanziare le misure richieste».
Nel mirino è finito soprattutto il ruolo di Massimo Vizzardi, primo firmatario della mozione ed ex consigliere provinciale con deleghe ai Lavori pubblici, alle Strade e alla pianificazione delle infrastrutture tra il 2021 e il 2023.
«Quando il tema del pedaggio era già all’orizzonte», è stato ricordato in aula, «Vizzardi sedeva in Provincia con deleghe specifiche proprio sulle infrastrutture. Oggi chiede al sindaco di Chiari di ottenere risultati da quegli stessi tavoli istituzionali. La domanda è: quali iniziative furono portate avanti allora per tutelare il territorio?».
La maggioranza ha poi ricostruito l’iter del pedaggio, sottolineando che la previsione era già contenuta nella procedura di concessione avviata nel 2012 e nella convenzione sottoscritta nel 2017 tra il concessionario Autovia Padana e il Ministero delle Infrastrutture guidato all’epoca da Graziano Delrio.
«Il pedaggio non nasce oggi e non è una decisione del Comune di Chiari», è stato evidenziato», ma il risultato di un percorso amministrativo nazionale iniziato anni fa».
Secondo la maggioranza, inoltre, la richiesta di uno sconto del 50% per Chiari e per i Comuni dell’Ovest bresciano non sarebbe accompagnata da criteri definiti: «Non vengono indicati gli utenti interessati, il numero dei pendolari coinvolti, il costo dell’agevolazione, né il soggetto chiamato a coprire il mancato introito».
Un punto considerato centrale riguarda proprio la sostenibilità economica delle riduzioni tariffarie. «Uno sconto permanente non è gratuito», è stato ribadito, «il mancato ricavo deve essere sostenuto dal concessionario o compensato con risorse pubbliche. Senza indicare una copertura finanziaria si rischia di fare promesse utilizzando il portafoglio degli altri».
La maggioranza ha espresso invece apertura sul coinvolgimento delle categorie produttive e del volontariato, ma chiedendo criteri più precisi. «Le imprese e le associazioni che svolgono servizi importanti vanno tutelate, ma bisogna stabilire chi ha diritto alle agevolazioni, per quali mezzi e con quali modalità».
Critiche anche alla proposta di potenziare la viabilità alternativa gratuita: «Da una parte si denuncia il rischio che il pedaggio sposti traffico nei centri abitati, dall’altra si propone di rafforzare percorsi alternativi che potrebbero riportare proprio quei flussi sulle strade locali».
La maggioranza ha quindi motivato il voto contrario alla mozione: «Non significa difendere il pedaggio», è stato chiarito, «ma rifiutare un documento che confonde competenze e non indica strumenti realizzabili».
Il confronto sulla Corda Molle, però, resta aperto. «L’amministrazione continuerà a tutelare cittadini, lavoratori, imprese e volontariato», la posizione della maggioranza, «ma servono proposte concrete, con tempi, costi e responsabilità definite. La politica non può limitarsi a presentare richieste senza spiegare chi dovrà attuarle».






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.