Variante Pgt: «Un’occasione mancata per Desenzano»
Astensione della minoranza, che denuncia un piano tecnico e minimale: «Serve una visione strategica e partecipata per il futuro della città».
Più informazioni su

Desenzano del Garda. Il Consiglio comunale di Desenzano del Garda (Brescia), che si è svolto lunedì 9 febbraio, ha discusso la Variante generale al Piano di Governo del Territorio (Pgt), uno strumento centrale per il futuro della cittadina gardesana, che incide su qualità della vita, tutela del territorio e sviluppo urbano.
La minoranza ha scelto un’astensione responsabile, riconoscendo alcuni aspetti positivi della variante, come il contenimento del consumo di suolo, ma sottolineando l’assenza di una visione politica e strategica di lungo periodo. Come ha dichiarato Stefano Terzi, «Il Pgt dovrebbe essere lo strumento con cui un’amministrazione indica una direzione politica chiara per la città. In questa variante vediamo soprattutto un lavoro tecnico e minimale, con poche scelte realmente strategiche. Riconosciamo il contenimento del consumo di suolo, ma manca una visione complessiva capace di affrontare le grandi sfide di oggi: ambiente, clima, rigenerazione urbana, qualità dello spazio pubblico. Per questo abbiamo scelto un’astensione responsabile e costruttiva, nella convinzione che la fase delle osservazioni possa e debba migliorare questo piano».
Beatrice Gabusi ha sottolineato la mancanza di partecipazione: «Un PGT senza partecipazione è un piano limitato. In questi anni è mancato un vero percorso di ascolto e confronto con la città: niente assemblee pubbliche, niente momenti di costruzione collettiva di una visione. Oggi servirebbe un piano capace di rispondere ai cambiamenti sociali, ambientali e abitativi, non una semplice manutenzione di un modello vecchio di dieci anni. La nostra astensione nasce dalla volontà di aprire una fase nuova di confronto, che metta al centro le persone e non solo le norme».
L’assenza di visione su aree strategiche è stata evidenziata da Andrea Palmerini: «Questa variante non affronta alcuni nodi strategici fondamentali per il futuro della città. In particolare, l’assenza di una visione sull’area ex Federal Mogul rappresenta un’occasione mancata enorme. Un ambito così importante avrebbe meritato un progetto urbano condiviso, capace di guardare al futuro in modo integrato e strategico. Rinviare tutto significa rischiare di perdere una grande opportunità per Desenzano».
Bernardo Comini ha richiamato l’attenzione sulla tutela ambientale: «I pareri di enti come Arpa e Ats evidenziano chiaramente la necessità di rafforzare biodiversità, rete ecologica, mobilità dolce e soluzioni basate sulla natura. Tuttavia, molte delle enunciazioni presenti nei documenti restano sulla carta e non trovano riscontro concreto nelle scelte pianificatorie. Serve coerenza tra principi dichiarati e decisioni reali, se vogliamo davvero costruire una città più sostenibile e resiliente».
Infine, Maria Vittoria Papa ha evidenziato le criticità sul Plis di San Martino: «Si riducono le prospettive di fruizione, i percorsi e le potenzialità di sviluppo turistico e ambientale del territorio. Noi crediamo che tutela del paesaggio, biodiversità e valorizzazione sostenibile possano convivere con il rispetto dei diritti dei privati, attraverso scelte coraggiose e condivise. Senza una visione, il Plis rischia di diventare solo un vincolo e non un’opportunità».








Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.