Corda Molle: «Salvini scarica sui territori la questione pedaggio»
Fabrizio Benzoni (azione) ed Emilio Del Bono (Pd) rimarcano come il pedaggio sul raccordo fosse già previsto in una nota ministeriale dell’11 agosto 2005, firmata dall’allora ministro Pietro Lunardi. «I documenti ufficiali smentiscono il ministro».
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Brescia. «Lo avevamo previsto, e purtroppo le recenti decisioni lo confermano. Il Ministro Matteo Salvini, per due anni, aveva assicurato in diverse occasioni che la Corda Molle non sarebbe stata soggetta a pedaggio. Ora, invece, viene annunciato che il pedaggiamento ci sarà. È un cambiamento significativo rispetto agli impegni presi nei confronti del territorio».
Lo affermano, in una nota congiunta, Fabrizio Benzoni, deputato di Azione, ed Emilio Del Bono (Pd), vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia.
«Le sue dichiarazioni nel tempo erano state molto nette:
• 26 giugno 2024 – Camera dei Deputati: “Confermeremo quanto auspicato dagli enti locali anche per gli anni successivi.”
• 26 marzo 2025 – Camera dei Deputati: “Per scongiurare questa ipotesi, ho incaricato da tempo i competenti uffici del Ministero di verificare con il concessionario ipotesi alternative al pedaggiamento, così da poter andare incontro alle richieste assolutamente legittime delle comunità locali.”
• Maggio 2025 – Polpenazze: “I pedaggi non ci saranno.”
A queste si aggiunge l’ordine del giorno Almici del 10 luglio 2025, approvato dal Governo, che impegnava a evitare nuovi pedaggi. E lo stesso ministro, il 16 luglio 2025, ribadiva: “Ribadisco l’impegno a non pedaggiare e a non gravare sui residenti. Faremo tutto il possibile”».
«“Tutto il possibile” – continuano Benzoni e Del Bono – salvo poi respingere l’ordine del giorno Benzoni che chiedeva esattamente lo stesso risultato. Oggi arriva la conferma che il pedaggio verrà introdotto, nonostante gli impegni precedenti.
Il Ministro ha fatto riferimento a future “agevolazioni per i residenti” e a un presunto coinvolgimento finanziario degli enti locali, ma su questi aspetti non sono stati forniti dettagli concreti. Resta poco chiaro, ad esempio, quali comuni verrebbero considerati e chi potrebbe effettivamente beneficiare delle agevolazioni».
«Un altro tema rilevante – continua la nota di Benzoni e Del Bono – riguarda i mezzi pesanti: la Corda Molle è una strada utilizzata principalmente da loro. L’introduzione del pedaggio potrebbe spingere molti autotrasportatori a tornare sulle strade interne dei paesi, aumentando traffico, rumore e inquinamento in aree che negli ultimi anni avevano visto miglioramenti significativi. C’è poi la questione delle risorse richieste agli enti locali: si chiede a Comuni e istituzioni territoriali di “fare la loro parte”, ma senza indicare con quali strumenti o margini di bilancio, considerando anche i tagli ai fondi che i territori stanno subendo».
«Per mesi è stata attribuita a Graziano Delrio la responsabilità della previsione del pedaggio. Tuttavia, gli atti ufficiali raccontano un’altra storia. Gli accessi agli atti effettuati mostrano che la prima attestazione del pedaggio si trova nella “nota – prot. n. 36161 dell’11 agosto 2005”, trasmessa al MIT e firmata dall’allora Ministro Pietro Lunardi, nell’ambito del Governo Berlusconi. Parliamo quindi del 2005, quando sia Regione Lombardia sia Provincia di Brescia erano amministrate dal centrodestra. La documentazione è chiara: la previsione del pedaggio nasce in quel contesto politico e non nei governi successivi, né durante il mandato di Delrio».
«Dopo due anni di dichiarazioni non coerenti tra loro – concludono Benzoni e Del Bono – resta evidente ciò che continuiamo a segnalare: gli elementi presentati ai cittadini non risultano allineati con quanto emerge dai documenti ufficiali».








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