Genocidio a Gaza, il centrodestra (anche bresciano) cambia toni. Una fregata per la Flottilla

I consiglieri di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia ora chiedono il cessate il fuoco immediato, l'ingresso degli aiuti e il diritto internazionale. La stessa linea è stata adottata dal Governo, che potrebbe mettere in difficoltà il centrosinistra.

Brescia. La pressione dell’opinione pubblica sta iniziando a cambiare le cose sul genocidio in corso a Gaza. Mercoledì a Brescia i consiglieri comunali di destra e centrodestra hanno diffuso un comunicato stampa unitario nel quale auspicano un “cessate il fuoco immediato”, il “soccorso umanitario urgente” e “il rispetto del diritto internazionale” in Palestina.
Dopo due anni di proteste sempre più partecipate per Gaza, con lo sciopero di lunedì 22 settembre l’Italia è entrata definitivamente in una nuova fase. Ci sono state manifestazioni in tutto il Paese, a cui hanno partecipato tra le 500mila e il milione di persone.
Nei giorni successivi i commenti dei media e dei membri del Governo si sono concentrati sugli scontri che hanno coinvolto un centinaio di dimostranti nella stazione Centrale di Milano. Allo stesso tempo però qualcosa sembra essere cambiato nell’approccio del centrodestra alla questione palestinese.
Mercoledì 24 settembre i consiglieri comunali bresciani di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Brescia Civica hanno diffuso una nota in merito alla mozione che dovrebbe essere discussa lunedì 29 settembre sul tema del genocidio in Palestina.
Nel comunicato viene rinnovata la richiesta di posticipare la discussione, ma allo stesso tempo i consiglieri dicono di aver recepito “l’appello presentato da numerose associazioni cittadine cattoliche”.
Negli ultimi due anni questi appelli non hanno ricevuto particolare attenzione, così come le condanne a Israele espresse sia da papa Francesco sia da papa Leone XIV. Ora il messaggio sta iniziando a passare, forse anche per mettere in difficoltà il centrosinistra.
“Vista la drammatica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, che ha ormai superato ogni limite di sofferenza e distruzione, proponiamo di impegnare la sindaca a:
– condannare con fermezza ogni forma di violenza contro i civili;
– garantire il pieno sostegno al cessate il fuoco immediato e al soccorso umanitario urgente;
– assicurare l’appoggio ai negoziati per la liberazione degli ostaggi;
– sollecitare il Governo italiano e l’Unione Europea nell’impegno per una soluzione politica giusta, fondata sul rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani;
– organizzare iniziative pubbliche e campagne di sensibilizzazione, in particolare nelle scuole, per promuovere la cultura della pace e del dialogo interculturale e interreligioso”.
Nella stessa giornata di mercoledì si è registrato un analogo cambio di toni anche nel centrodestra al Governo. In seguito all’attacco israeliano sui civili della Global Sumud Flottilla, il Ministero degli Esteri ha chiesto al governo di Israele di garantire l’incolumità assoluta degli equipaggi. Poco dopo il Ministero della Difesa ha inviato una fregata missilistica per assistere la Flottilla.
La premier Meloni, a sorpresa, ha aperto alla possibilità di un riconoscimento dello Stato di Palestina. Va precisato che non si tratta di una misura concreta, dato che è condizionata a una resa di Hamas che per il momento non sembra vicina.
E’ più probabilmente un tentativo di non tenere l’Italia isolata a livello internazionale, dato che ormai sui 193 stati dell’Onu solo una trentina non riconoscono la Palestina. Probabilmente non desterà neanche l’ira degli Stati Uniti e della Germania, i più stretti alleati di Israele e i primi due produttori delle armi usate contro i palestinesi (il terzo paese esportatore è proprio l’Italia).
Con questa mossa inoltre Meloni potrebbe spiazzare le opposizioni, che fino ad ora erano le uniche a poter dare qualche soddisfazione all’enorme massa di elettori che si è mobilitata contro il genocidio.

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