Il senatore bresciano Paroli contro Renzo Piano per i compensi dall’estero

L'onorevole forzista si è rivolto alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari per approfondire le cariche ricoperte da alcuni colleghi, tra cui quella dell'architetto genovese, con cui Forza Italia avrebbe "vecchie ruggini".

Brescia. L’ex sindaco di Brescia ed attuale senatore di Forza Italia, Adriano Paroli, vuole accendere un faro sull’archistar Renzo Piano.
Il motivo? L’onorevole forzista si è rivolto alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari per approfondire alcune cariche ricoperte da alcuni colleghi, tra cui quella dell’architetto genovese, e sui compensi che Piano ottiene da altri Paesi. «Indaghiamo su di lui – attacca Paroli – è senatore a vita a non può accettare incarichi dall’estero».

Renzo Piano

Forza Italia, già al momento della nomina del senatore a vita, diede battaglia. A rendere l’architetto di fama mondiale inviso agli azzurri erano state alcune sue dichiarazioni su Silvio Berlusconi: in un’intervista aveva definito «un esempio terribile» per l’Italia, un politico che aveva «dato ossigeno alle parti peggiori della società», sostenendo infine che si trattava di una «questione morale» e non di un problema di destra o sinistra.

Ma Paroli, all’osservazione sulle “vecchie ruggini” politiche con l’archistar, ha sgomberato il campo da equivoci: «Non è per questo, non ho mai nemmeno avuto l’occasione di confrontarmi politicamente con Piano, anche perché in Senato non si vede quasi mai. È una questione di regole che devono valere per tutti: se viene sollevata la questione di incompatibilità per Renzi per le sue consulenze all’estero, allora deve valere per tutti gli esponenti politici pagati da altri Paesi per il loro lavoro, come appunto l’architetto Piano», ha spiegato il senatore bresciano.

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