Elezioni Pd bresciano: Zanardi segretario provinciale, Cammarata alla segreteria cittadina
Domenica 1° ottobre, in tutta la Lombardia, si sono svolte le elezioni per il rinnovo dei vertici del Pd regionale lombardo. In città ha votato il 24,6% degli aventi diritto, in provincia il 51,3%.
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Brescia. Domenica 1° ottobre, dalle 8 alle 20, in tutta la Lombardia, si sono svolte le elezioni per il rinnovo dei vertici del Pd regionale lombardo.
Sono stati eletti le segretarie e i segretari dei 724 circoli, delle Unioni comunali e delle 12 Federazioni provinciali, oltre alla segretaria regionale, Silvia Roggiani, candidata unitaria come successore di Vinicio Peluffo.
Eletti, inoltre, i componenti delle assemblee provinciali e quelli dei direttivi di ogni circolo.
I 316 componenti dell’assemblea regionale saranno invece eletti dalle assemblee provinciali.
Al voto erano chiamati gli oltre 21mila iscritti nel 2022 al Pd in Lombardia che avevano rinnovato l’iscrizione entro la data di svolgimento del congresso del 1 ottobre, e i nuovi tesserati iscritti alla metà di agosto 2023.
A Brescia si sono recati alle urne 167 persone votanti sui 678 aventi diritto, il
24,6%. In provincia invece l’affluenza è stata maggiore: 1.485 voti validi, il
51,3%.
Michele Zanardi rimane al comando della segreteria provinciale e Roberto
Cammarata resta saldo in quella cittadina, con Giulia Zambolin come vice. Non è stato designato invece il numero due alla segreteria provinciale, sul quale è ancora in corso la discussione. Zanardi ha indicato il paragone con Elly Schlein che, attualmente, non ha un reggente, anche se, per Brescia, esiste una serie di nominativi, tutti al femminile, che potrebbero ricoprire il ruolo di vicepresidente: Serafina Bandera, Rosa Vitale e Leila Moreschi.
Sul tavolo del Pd c’è anche il progetto «Laboratorio Lombardia 2028», che vede protagonista l’ex sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, designato come candidato dem per le prossime elezioni regionali del 2028.
Una “candidatura” prematura? In realtà, come ha spiegato Zanardi, l’obiettivo non è solo il Pirellone, ma un lavoro che riguarda la base e che si propone di creare consenso politico nei confronti di una persona che potrebbe guidare la coalizione nel 2028.








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