Spiedo bresciano, sospesa (e poi ripresa) la discussione sul Progetto di legge

Seduta movimentata, al Pirellone, per le proteste del Consigliere regionale Dino Alberti e del Movimento Cinque Stelle. "Quando si parla di depuratore del Garda o della frana di Iseo quattro gatti in aula, oggi presenti 50 sindaci bresciani".

Milano. Seduta sospesa in Consiglio Regionale durante la discussione del Progetto di Legge  “Disposizioni per la valorizzazione del piatto tipico ‘spiedo bresciano’ e di altri piatti tradizionali lombardi a base di selvaggina”, in seguito all’intervento del Consigliere regionale Dino Alberti e alle proteste del Movimento Cinque Stelle.

«Oggi è una giornata triste- ha dichiarato Dino Alberti- siamo chiamati oggi in Aula per discutere un unico progetto di legge che ha per oggetto lo spiedo bresciano. Non la crisi economica, non il caro energia, non la carenza di medici, non la disoccupazione, non le misure a sostegno delle imprese, ma lo spiedo bresciano. Una legge che, per stessa ammissione degli uffici legislativi regionali, è a rischio incostituzionalità perché in contrasto con la normativa statale e comunitaria. Desolante la presenza in Aula di circa cinquanta sindaci bresciani. Quando parliamo del depuratore del Garda vengono sempre i soliti quattro. Quando trattiamo della frana che minaccia i comuni  sul lago d’Iseo non ho mai visto una tale mobilitazione».

In seguito alle parole del Consigliere Alberti il gruppo del Movimento Cinque Stelle ha esposto diversi cartelli che rappresentavano la differenza di priorità fra il centrodestra, concentrato sullo spiedo bresciano, e il Movimento Cinque Stelle stesso che chiedeva risposte in merito a: “sicurezza sul lavoro”, “salario minimo” e il “caro energia”. In seguito alla protesta, la discussione è ripresa.

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