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Alghisi: “Fiducia e solidarietà per i presidenti di Ato e Acque Bresciane”

(red.) Il presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi, esprime piena solidarietà e fiducia nei confronti dell’operato del consiglio di amministrazione di ATO e di Acque Bresciane, dopo la mozione approvata nei giorni scorsi dal consiglio comunale di Montichiari che ha chiesto le dimissioni dei loro presidenti.
“Dal 5 dicembre 2019, data della sua nomina, il presidente Boifava ha sempre lavorato con impegno per trovare diverse soluzioni rispetto al tema della depurazione del Garda, in piena sinergia con tutto il CdA, che rappresenta il territorio bresciano. L’ATO e il presidente Boifava”, ha dichiarato Alghisi, “hanno preso prontamente atto della Mozione Sarnico, espressione della sintesi della politica bresciana e di un principio che responsabilizza i territori”.

Su impulso dell’ATO, che chiedeva di individuare una soluzione che rispettasse la Mozione Sarnico e che fosse sostenibile dal punto di vista ambientale, tecnico ed economico, Acque Bresciane ha attivato un percorso di ascolto e confronto sul territorio. “Quella soluzione era Lonato del Garda, ampiamente condivisa dai territori e dalla politica bresciana. La consegna del Progetto di Fattibilità da parte di Acque Bresciane e la presa di posizione di ATO nella Cabina di regia con il ministero sono state superate dalla nomina del commissario straordinario da parte del Consiglio dei ministri”, ha inoltre commentato il presidente della Provincia.

“Sia ATO sia Acque Bresciane, i cui CdA, ricordo, sono frutto delle indicazioni della Conferenza dei Comuni e come tali rappresentano diverse forze politiche, si sono mosse all’interno dei paletti fissati dal protocollo d’intesa fra ministero, regione Lombardia e Regione Veneto nel 2017, protocollo del quale né i due enti né la Provincia stessa possono quindi essere ritenuti responsabili”, ha concluso Alghisi. “In virtù dell’importante sintesi trovata dal territorio con la Mozione Sarnico, abbiamo più volte chiesto, dopo la nomina del commissario, un confronto con il governo, senza aver mai ricevuto risposta”.

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