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Ghedi, insulti a Lamorgese: Nascimbeni si è dimesso

Il capogruppo e consigliere di Forza Italia era stato deferito ai probiviri per l'immediata espulsione dal partito. Nel mirino un suo post di offese alla ministra dell'Interno.

(red.) “Dovrebbero stuprare lei ma chi ha il coraggio”. Il post pubblicato su Facebook da Dino Nascimbeni, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Ghedi (Brescia), in riferimento alla ministra degli Interni Luciana Lamorgese, ha suscitato le reazioni del mondo politico, non solo a livello locale, ma nazionale, con l’intervento anche di Mara Carfagna, che aveva espresso “solidarietà politica e umana al ministro Luciana Lamorgese. È inaudito leggere di un esponente locale di FI che per attaccarla invita allo stupro e sono certa che il partito prenderà drastici provvedimenti”. Così è stato.

Ancora prima che le sue dimissioni venissero discusse nel consiglio convocato mercoledì  in Comune, è arrivato l’addio di Nascimbeni, che nella mattinata di martedì, dopo essere già stato deferito ai probiviri per l’immediata espulsione dal partito, ha rassegnato il suo addio da capogruppo e consigliere comunale.

La frase incriminata era stata pubblicata lo scorso 30 agosto a commento delle parole di Lamorgese sul problema della violenza alle donne da parte di immigrati. Nascimbeni aveva scritto quelle parole, subito aspramente stigmatizzate ma che il forzista aveva comunque lasciato sul proprio profilo social fino al 13 settembre, quando poi il post venne cancellato.

Ma era troppo tardi per l’ormai ex capogruppo: lo sdegno del mondo politico si era sollevato e da più parti, sia all’interno che al di fuori del partito, veniva chiesta la sua testa. E a nulla sono servite le scuse profferte da Nascimbeni che aveva definito le sue parole “una battuta”. Il partito lo ha scaricato e, alla fine, messo alle strette, il forzista ha scelto di dimettersi.

Al suo posto Anna Manuela Provezza, prima dei non eletti.

 

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