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Evi (Verdi) su discorso di Von Der Leien: “Pac e accordi commerciali grandi assenti”

(red.) “L’accorato discorso della VDL sullo Stato dell’Unione è condivisibile sotto molti aspetti, ma tanti altri sono stati taciuti”, dichiara Eleonora Evi, eurodeputata e co-portavoce nazionale di Europa Verde.
“Di certo il richiamo alla forza con la quale abbiamo fronteggiato la pandemia non può esimersi dall’evidenziare anche le tante ombre che hanno contraddistinto la lotta al covid; in primis per le disuguaglianze tra gli Stati membri in termini di possibilità e accesso ai vaccini. La pandemia, inoltre, ha messo in luce ancora una volta la maggiore esposizione delle donne al rischio di perdere il lavoro e di essere vittime di episodi di violenza domestica. A tal proposito, accogliamo con favore la proposta di una nuova norma sul contrasto della violenza di genere, ma ad essere rimossi devono essere a monte gli ostacoli che impediscono una piena autonomia economica e, quindi, decisionale, delle donne”.

 

“Assolutamente condivisibile”, secondo l’eurodeputata italiana, “la necessità di una proposta per tutelare i giornalisti e la libertà di espressione, principio fondante della nostra Unione. Ai nomi di Daphné Caruana Galizia, Ján Kuciak e Peter de Vries citati dalla Presidente Von Der Leyen, che non dovremmo mai dimenticare, aggiungerei quello di Julian Assange, vittima dello stesso sistema di bavaglio per il quale la verità assume sempre le connotazioni di un problema. Accolgo con favore anche la creazione del programma ALMA per aiutare i giovani europei che non hanno impiego, né istruzione, perché è questo che l’Europa deve fare, impegnarsi a non lasciare indietro nessuno. Ma non è possibile delineare l’Europa del futuro prescindendo dalle sfide ambientali che siamo chiamati a combattere, a partire da quella climatica.
Ecco perché è importante che siano i prodotti green ad essere esentati dal pagamento dell’IVA, più che quelli militari; ecco perché occorre ribadire che il pacchetto FIT FOR 55 presentato ieri, sebbene rappresenti un passo nella giusta direzione, non risulta adeguato ad affrontare l’urgenza, perché le misure previste richiedono un periodo di attuazione troppo lungo”.

 

“Ed ecco perché”, conclude Evi, “il silenzio sulla nuova PAC è stato assordante: non possiamo permettere che un terzo del bilancio europeo vada investito a sostegno di attività dall’impatto devastante sul clima, come gli allevamenti intensivi. E naturalmente il cambiamento deve riguardare anche il nostro sistema alimentare, che abbiamo il dovere di rendere più sostenibile con un’alimentazione che preveda un minor consumo di carne e incentivi pratiche biologiche in agricoltura. Purtroppo non una parola è stata spesa su questo tema fondamentale. Ma c’è un altro grande assente nel discorso della presidente Von Der Leyen: gli accordi commerciali, come quello tra Ue e Paesi del Mercosur, che avrebbe ripercussioni enormi non solo sull’ambiente, ma anche sui diritti delle popolazioni indigene, ultima roccaforte per proteggere la foresta Amazzonica dalle mire dell’agribusiness. L’immagine di determinazione rappresentata da Bebe Vio deve ispirarci ad avere lo stesso coraggio nell’appropriarci del futuro che vogliamo, un futuro che senza mettere al centro le politiche ambientali e climatiche rischia di avere un orizzonte molto ridotto”.

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