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Caffaro, Alberti (M5S): “Sulla barriera idraulica ancora scelte sbagliate”

(red.) Ecco le dichiarazioni del Consigliere Regionale Ferdinando Alberti, del Movimento 5 Stelle, in merito alle nuove iniziative di bonifica del SIN Caffaro.
“Leggo con sconforto le dichiarazioni sulla stampa locale del nuovo commissario straordinario del SIN Caffaro Mario Nova circa gli interventi necessari sulla barriera idraulica e prendo atto che nonostante l’addio del disastro Morene non cambia il modus operandi: ritardi e scelte sbagliate sulla pelle dei bresciani.”

 

“Allo studio, ma mi chiedo ancora cosa si debba studiare su questa faccenda, del nuovo commissario c’è l’idea di realizzare due nuovi pozzi per l’emungimento dell’acqua contaminata per essere trattata per eliminare il Como VI e i composti clorurati, definiti “nuovi” inquinanti. I tempi di attesa sono di un mese.”

“Premesso che non abbiamo più tempo da perdere, nemmeno un giorno, trovo assurdo che sul tavolo di tutti, Sindaco, Commissario, ARPA e Regione, ci sia da tempo una tecnologia che consente in tempi brevissimi l’abbattimento totale del Cromo VI e in tempi medi dei composti clorurati e di altri inquinanti come i PCB, il tutto a costi ridicoli rispetto alla tecnologia pump&treat proposta dal commissario”.

“Si chiama “biorisanamento” e sfrutta l’azione di microrganismi naturali già presenti nel sottosuolo in grado di aggredire e letteralmente smontare gli inquinanti. Questi microrganismi verrebbero semplicemente attivati da una miscela di composti “riducenti” che ne accelerano l’attività metabolica.”

“Questa tecnologia ha già dato i suoi ottimi risultati ma da tempo trova l’ostruzionismo da parte delle istituzioni, Regione in primis. Le motivazioni di questo boicottaggio sono per me ovvie: è una tecnologia efficace e poco costosa ovvero una vera e propria tragedia per i prenditori di Stato che campano dei milioni stanziati per finte bonifiche e per tecnologie inefficaci come il pump&treat.”

“Si sarebbe potuto e dovuto intervenire con questa tecnologia già mesi fa, senza attendere ne il mega bando di gara europeo ne l’accordo tra il gruppo Todisco e la Procura. Bastava un piccolo stanziamento di fondi per avviare la sperimentazione e goderne oggi dei risultati.”

“Lancio l’ennesimo disperato appello a tutti i decisori, politici e non: smettete di lucrare sulla tragedia del SIN Caffaro perché continuando con ritardi e scelte sbagliate ci avviciniamo sempre di più al punto di ritorno ovvero al giorno in cui il disastrato ecologico del SIN non sarà più rimediabile. Le soluzioni esistono e sono nei vostri cassetti da mesi, ascoltatele.”

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