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Punto nascite a Iseo, “Regione non ha alcuna intenzione di riaprire”

(red.) «Regione Lombardia non ha alcuna intenzione di voler riaprire il punto nascite e il reparto di ostetricia dell’ospedale di Iseo. La conferma è arrivata da una risposta ad una lettera di Legambiente Basso Sebino». Lo afferma Dino Alberti, consigliere regionale del M5S.

«Al netto di una disponibilità solo di facciata dell’assessorato alla Sanità nel dare ascolto ai cittadini, le intenzioni della Regione sono chiare da sempre. Ad una mia interrogazione depositata lo scorso febbraio non ho mai ricevuto risposta nonostante diversi solleciti. A questa vanno aggiunte due mozioni che impegnano la giunta a mantenere in vita il punto nascite, anche queste del tutto ignorate».
«Le mozioni – spiega Alberti – chiedevano di adottare un preciso atto politico formalizzando una richiesta al Ministero della Sanità di riaprire il punto nascite nell’Ospedale anche se questo non ha raggiunto i 500 parti nell’ultimo anno. La norma nazionale infatti consente, valutati gli opportuni indicatori, di poter mantenere in vita quel reparto. Ma dalla lettera che l’assessorato ha inviato a Legambiente si capisce chiaramente che questa richiesta non verrà mai esaudita dato che la valutazione è già stata presa da loro in maniera autonoma».

«E’ un atteggiamento autolesionista. Viene da domandarsi perché la decisione non sia stata lasciata al Ministero invece di stabilire a priori che non sussistano le condizioni per chiedere la riapertura. Inoltre, è impossibile sapere quali siano gli indicatori stabiliti dalla Regione e il periodo temporale considerato che avrebbero portato a decretare la chiusura del punto nascite. Per saperlo sto però già preparando una nuova interrogazione dove andrò a chiedere i dati sui quali il Comitato Precorso Nascita regionale ha fondato le sue valutazioni».

«Non è ancora chiaro – prosegue il consigliere 5 Stelle – se il punto nascite rimarrà chiuso per sempre o se la chiusura è da considerarsi solo temporanea. Da parte di Regione viene sempre citata l’emergenza Covid quale causa primaria della chiusura e solo successivamente vengono indicate le valutazioni del Comitato Percorso Nascita che hanno confermato la non riapertura».

«Ritengo che su tutta questa vicenda – conclude Alberti – sia corretto fare chiarezza. La giunta deve fornire spiegazioni dettagliate dimostrando, dati alla mano, che la chiusura di quei reparti non arrechi ulteriori danni al territorio».

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