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Covid, Zambelli (Lega), italiani in Irlanda, “atteggiamento di Dublino inaccettabile”

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(red.) “Dal 15 aprile, l’Italia è stata inserita dal governo irlandese nella lista dei Paesi Ue per cui è richiesta una quarantena obbligatoria di 14 giorni da effettuarsi in hotel a spese del viaggiatore, per un ammontare di oltre 1800 euro. Senza mettere discussione le prerogative di ogni Paese di regolare l’ingresso nel territorio nazionale, desta preoccupazione e disagio il trattamento riservato agli italiani in rientro in Irlanda, cittadini che non si sono recati all’estero per piacere, ma per motivi seri e urgenti. Secondo le disposizioni del governo di Dublino, agli italiani, oltre che ai cittadini di altri Paesi come Francia e Belgio, è imposto un regime di quarantena obbligatorio molto duro, che comporta un isolamento in strutture convenzionate estremamente onerose e a condizioni restrittive, come la possibilità di uscire solo per pochi minuti al giorno. Il 22 Aprile l’Ecdc ha aggiornato la mappa dei contagi, evidenziando una situazione epidemiologica in Italia in netto miglioramento. Ho presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere spiegazioni sulla vicenda e avanzando la proposta di esortare l’Irlanda ad adottare misure meno rigide agli italiani al rientro. No a un regime di quarantena discriminatorio e troppo duro nei confronti di alcune nazionalità ed estremamente caro per chi rientra in Irlanda non per svago o vacanza, ma per seri e comprovati motivi”.

Così in una nota Stefania Zambelli, europarlamentare della Lega, prima firmataria dell’interrogazione alla Commissione Europea, condivisa anche dagli europarlamentari Marco Campomenosi (capo delegazione), Susanna Ceccardi, Gianantonio Da Re, Gianna Gancia.

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