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Italia Viva, Maria Chiara Gadda e Mauro del Barba coordinatori regionali

(red.) I parlamentari Maria Chiara Gadda e Mauro del Barba sono stati scelti come nuovi coordinatori regionali di Italia Viva per la Lombardia. “L’incarico di coordinare Italia Viva a livello regionale è per noi un grande onore e allo stesso tempo una grande responsabilità”, si legge in un comunicato diffuso dopo la nomina. “Italia Viva è un laboratorio politico riformista, a partire dalla dualità di genere negli incarichi ad ogni livello. Siamo già presenti su tutto il territorio lombardo con dei validissimi amministratori locali e con una rete di cittadini molto attivi in campo politico e sociale”.

“Dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria”, prosegue la nota, “sta per aprirsi per il Paese una fase cruciale di sviluppo e di opportunità da cogliere. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potrà segnare un cambio di passo solo se imprese, enti locali e terzo settore saranno protagonisti attivi nella sua attuazione. La Lombardia, grazie al suo dinamismo e alla sua vocazione all’innovazione in ogni settore, siamo certi sarà un laboratorio per la ripartenza. Anche per la politica si apre una nuova fase, quella della concretezza e del coraggio delle scelte. La pandemia ha mostrato fragilità storiche che devono essere colmate a partire dalla sanità di territorio, dallo sviluppo infrastrutturale, dalle politiche per la famiglia. Si apre dunque una nuova fase in cui la partecipazione attiva dei cittadini, dei giovani, delle parti sociali é fondamentale per invertire la rotta”.

“Noi di Italia Viva non ci tiriamo indietro in questa sfida, il radicamento territoriale é fondamentale per cogliere le sollecitazioni dei cittadini lombardi con spirito autenticamente riformista”, conclude il documento. “Da parte nostra cercheremo di caratterizzare il nostro impegno a partire dallo sviluppo sostenibile, che è da sempre al centro della nostra azione politica. Siamo consapevoli di quanto sostenibilità e innovazione costituiscano tratti unificanti tra le politiche nazionali di ripresa e resilienza e il ruolo di motore da sempre esercitato dalla società civile lombarda”.

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