Caffaro, Alberti (M5S) contro Brunelli: “Spero non sia lui il nuovo commissario”

(red.) «Spero vivamente che a gestire il progetto di bonifica del SIN Caffaro di Brescia non finisca Ettore Brunelli visto che è del tutto inadeguato». Lo afferma il consigliere regionale del M5S, Dino Alberti, in merito alla nuova nomina del commissario straordinario.

«E’ stato assessore all’ambiente del comune di Brescia dal 1999 al 2008, ha avuto la possibilità di poter agire per evitare il disastro che da anni i bresciani vivono e invece in 7 anni di gestione del SIN Caffaro, a parte indagini, convegni e produzioni di carte, Brunelli verrà ricordato da tutti per un nulla di fatto. Il solo sentire che a Palazzo della Loggia intendano proporre lui come nuovo commissario dello scempio di cui è corresponsabile, fa venire i brividi».

« Come si può solo pensare – continua il consigliere bresciano – di affidare un incarico così importante a chi da assessore a metà 2001, poco dopo la consacrazione ufficiale a bomba ecologica della Caffaro, ha rilasciato alla stampa più di un’intervista dove diceva di “evitare allarmismi ingiustificati e equazioni Brescia-Seveso” e dove si diceva “molto dispiaciuto per la preoccupazione ingenerata dall’indebito accostamento ‘abitare nei dintorni della Caffaro – rischio d’insorgenza di tumori’”?»

«Nel 2004, poi, insieme all’allora sindaco Corsini e al comune avevano tentato di sottrarsi ai doveri della bonifica commissionando un’analisi di rischio che voleva rendere accettabili i livelli dei PCB contenuti nei terreni. Per fortuna, in quell’occasione tecnici e scienziati indipendenti con il loro intervento critico erano riusciti a bloccare l’operazione. Ma Brunelli aveva cercato di giustificare l’azione dell’amministrazione bresciana appellandosi a delle strampalate teorie legate ad un modello matematico basato sul livello tollerabile. Insomma, una supercazzola ridicola e facilmente sconfessabile».

«Sempre nel 2004, il comune di Brescia non era intervenuto nel processo penale in corso non costituendosi parte offesa, non aveva attivato alcuna iniziativa per il risarcimento danni in sede civile e non aveva opposto alcun contrasto alla scissione del 2004 di Snia Caffaro, in crisi, dalla Sorin, in attivo, che aveva portato Caffaro al fallimento. L’operato di allora del comune appariva troppo condizionato dal conflitto di interessi con la proprietà della Caffaro, la galassia Hopa, più nota come quella dei “furbetti der quartierino”. Visto che era assessore all’ambiente, Brunelli avrebbe potuto alzare la mano e dire la sua a tutela della salute e delle tasche dei bresciani. Da lui, invece, il silenzio assoluto».

«Esistono anche dei precedenti del tutto particolari sul suo rapporto con l’azienda chimica. Dal 1978 ha iniziato ad operare nella sanità pubblica come medico del lavoro nel Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro della ASL di Brescia seguendo direttamente la Caffaro. E mentre in tutto il mondo si metteva al bando il PCB chiudendo e riconvertendo impianti, a Brescia si continuavano a produrre veleni e a immetterli nell’ambiente. Il fatto che Brunelli non si sia mai sbilanciato dichiarando quello che era palese a tutti, ossia l’elevato inquinamento dell’azienda, fa venire più di un dubbio sulla sua imparzialità verso l’azienda stessa».

«Ettore Brunelli oggi è in pensione, ha un’età non certo compatibile con i tempi di sviluppo e realizzazione del progetto di bonifica che richiede anni se non decenni. E i tempi sono fondamentali in tal senso. Bisogna smettere di operare con commissari senza retribuzione, senza competenze e soprattutto con età incompatibili con i tempi della bonifica. E’ necessario invece che Palazzo della Loggia si doti al più presto di un ufficio e uno staff composto da persone davvero competenti in bonifiche in sostituzione dell’inconcludente figura del commissario straordinario».

«Se poi si vuole insistere a mantenere la figura del commissario, in alternativa alla scelta inadeguata di Brunelli si possono considerare altre figure ben più capaci. Va fatto procedendo con un’attenta valutazione pubblica dei profili per individuare il migliore che possa ricoprire quel ruolo. Perché è questo che serve davvero per risolvere un problema così importante: il migliore e non certo gente che, già messa alla prova per anni, si è rivelata essere ad un livello decisamente più basso della mediocrità».

«Dato che la decisione di autorizzare il nuovo commissario straordinario dovrà essere ratificata a Roma – conclude Alberti –, ho riportato al Ministero della Transizione Ecologica i dati di fatto sulla figura di Brunelli, illustrando le proposte alternative. Speriamo comprendano appieno quanto sia importante il dover scegliere la persona giusta per gestire una situazione così complessa e impegnativa».

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.