#ioapro1501, Rolfi: “I ristoratori vogliono solo sopravvivere”

L'assessore regionale bresciano: le istituzioni devono evitare un atteggiamento persecutorio nei confronti di queste attività.

Più informazioni su

(red.) “Abbiamo assistito nei giorni scorsi a centri commerciali presi d’assalto per l’inizio dei saldi, a piazze piene in alcune zone d’Italia per ricordare calciatori scomparsi, alla corsa allo shopping per il cashback di Stato. Il tutto senza raffiche di multe e senza controlli punitivi. I ristoratori che aderiscono all’iniziativa #ioapro1501 vogliono solo lavorare per sopravvivere e non vanno criminalizzati. È sacrosanto il richiamo al rispetto della legge, confine entro il quale bisogna limitare le proteste, ma in questa fase particolare penso sia giusto avere un minimo di tolleranza. Le istituzioni devono evitare un atteggiamento persecutorio nei confronti di queste attività che rappresentano una parte fondamentale dell’economia nazionale”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi in merito all’iniziativa #ioapro1501 che si svolgerà domani.

 

“In provincia di Brescia ci sono 7.000 baristi e ristoratori, 50.000 in tutta la Lombardia, che hanno problemi a pagare affitto, stipendi, bollette e a mantenere la famiglia. Per evitare proteste sarebbe opportuno fare provvedimenti seri per i ristori e decreti lineari e coerenti. Le iniziative del governo si sono purtroppo rivelate inefficaci e le conseguenze sono evidenti. Scongiurare la chiusura definitiva di centinaia di migliaia di esercizi in Italia deve essere una priorità sociale oltre che economica. Il canale di bar, ristoranti e hotel è infatti uno degli sbocchi principali di tutto il comparto agroindustriale che vale 540 miliardi di euro a livello nazionale e che vede la Lombardia al primo posto assoluto” conclude Rolfi.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.