Verso nuovo dpcm, spostamenti vietati a Natale. Messe a distanza?

Si valuta stop a muoversi tra regioni dal 19-20 dicembre al 6 gennaio. Ue: meglio messe online, in tv o via radio.

(red.) Dopo l’incontro in videoconferenza di ieri, lunedì 30 novembre, tra le varie regioni e con cui definire una proposta condivisa da presentare, oggi, martedì 1 dicembre, sarà una giornata decisiva per arrivare a delineare ancora meglio, dopo tutte le ipotesi circolate in questi giorni, il testo del nuovo decreto del presidente del Consiglio in vigore dal 4 dicembre. Proprio nella giornata odierna, infatti, si terrà il tanto atteso confronto, sempre da remoto, tra il Governo e le regioni. Con le seconde che spingono soprattutto sul fronte degli impianti sciistici, proponendo che siano aperti almeno per quanti prenotano alberghi o raggiungeranno le seconde case di montagna durante le vacanze di Natale.

Dall’Esecutivo si sta anche studiando una soluzione sugli spostamenti tra le varie regioni, che nella maggior parte dovrebbero rientrare nella fascia “gialla”, quindi con meno restrizioni possibili. Proprio il rischio di avere continui movimenti su tutto il territorio nel periodo natalizio sta spingendo il Governo a valutare il divieto di spostamento dal 19 o 20 dicembre fino al 6 gennaio. E si stanno anche studiando delle altre misure, chiudendo per esempio i confini verso le Alpi e imponendo la quarantena a quanti torneranno in Italia dall’estero dopo le vacanze.

In ogni caso, sembra ormai certo che resterà attivo il coprifuoco dalle 22 alle 6, anche nei giorni festivi. E qualcosa potrebbe cambiare anche sul fronte delle celebrazioni religiose. Oltre all’incontro con le regioni, oggi si riunirà la Conferenza episcopale italiana per le messe di Natale. Tenendo anche conto, però, che dalla Commissione Europea è arrivata una nota con cui si valuta perfino di evitare di celebrare messe in presenza per non provocare assembramenti, puntando invece su messe da seguire in tv, online o via radio.

Infine, resta sempre nel dibattito il tema della riapertura delle scuole in presenza, in particolare delle superiori, di cui è ormai dato per assodato l’inizio dopo l’Epifania. Su questo fronte nel nuovo dpcm dovrebbe esserci una disposizione, proposta dal Ministero dell’Istruzione, per affidare ai prefetti il coordinamento e l’organizzazione del trasporto pubblico connesso alla scuola nei loro territori.

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