Coronavirus e zona rossa, botta e risposta tra Del Bono e Caparini

Per il sindaco "andamento epidemiologico non giustifica zona rossa". L'assessore: "Rt superiore a Milano".

(red.) Lo scorso 6 novembre, nel momento in cui l’intera Regione Lombardia, quindi anche la provincia di Brescia, veniva posta in zona rossa dal punto di vista del contagio per la seconda ondata della pandemia da Covid-19, i sindaci bresciani avevano protestato in prefettura per chiedere che le misure venissero stabilite su base provinciale e non regionale. Ora questo tema, a distanza di due settimane, viene riproposto e a lanciarlo è direttamente il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, intervenuto come vicepresidente dell’Anci all’assemblea annuale dell’Associazione dei Comuni italiani.

“Nella prima fase della pandemia abbiamo pagato un impressionante tributo in termini di vite umane e di numero altissimo di pazienti nei nostri ospedali. Ma in questo momento – ha detto – a Brescia come anche a Bergamo, a Cremona, a Mantova, non abbiamo un andamento di pressione sulle nostre strutture sanitarie che proviene dal nostro territorio. Abbiamo però una ospitalità che stiamo giustamente dando a tantissimi malati che provengono da Milano, da Monza, da Varese. Chiedere a un negoziante di Brescia di restare chiuso perché si trova in zona rossa, pur non essendoci un andamento epidemiologico che lo giustifica, è difficile”.

Ma al primo cittadino ha replicato l’assessore lombardo al Bilancio, il bresciano Davide Caparini. “Non può aver fatto dichiarazioni così discriminatorie. Nei terribili momenti della prima ondata grazie alla solidarietà dei medici e infermieri del resto della Lombardia abbiamo salvato la vita a tanti nostri concittadini. Il sindaco sa – dice Caparini – che servono altre due settimane in zona rossa per confermare il trend epidemiologico in miglioramento. Oggi non ci sarebbero le condizioni per allentare le misure visto che l’Rt a Brescia è superiore di quello di Milano“.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.