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A Paratico un gazebo di Forza Italia: “No al taglio dei parlamentari”

Nicola Tengattini Marini: "Questa riforma costituzionale non è altro che un atto demagogico che limita la rappresentanza".

(red.) Domenica pomeriggio, a Paratico, sulla sponda bresciana del lago di Iseo, si è svolta una manifestazione organizzata dal giovane Forzista Nicola Tengattini Marini sul referendum per il taglio ai parlamentari, che si voterà il prossimo fine settimana. A livello nazionale il partito guidato da Silvio Berlusconi ha lasciato carta bianca ai propri iscritti. Tengattini Marini, però, sembra avere le idee chiare: “Siamo scesi in piazza per informare i cittadini che il 20 e 21 settembre saremo chiamati a votare sul referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, riducendo da 630 a 400 il numero dei deputati e da 315 a 200 quello dei senatori. Sosteniamo che questa riforma costituzionale non sia altro che un atto demagogico che limita la rappresentanza, riduce la libertà e la nostra democrazia”.

Forza Ittalia Paratico gazebo

Secondo il giovane forzista sebino, infatti, si tratta di “una misura spinta dal banale bisogno elettorale di esibire un trofeo per i cinque stelle che si trovano in una obiettiva difficoltà elettorale. I cittadini sono stanchi delle tante parole e dei pochi fatti. Votiamo NO perché non c’è qualità. Il parlamento non sarà più efficiente e veloce, anzi, funzionerà peggio, perché i regolamenti parlamentari (che sono quelli che determinano il funzionamento del nostro parlamento) non verranno adeguati al nuovo parlamento e quindi quello che oggi fanno 315 senatori, domani lo dovranno fare 200, raddoppiando gli incarichi e ingolfando le procedure burocratiche del bicameralismo che diventeranno ancora più lunghe”.

L’esempio è chiaro: “Se non funzionasse la sanità, taglieremmo i medici o ne aumenteremmo la qualità? Per rendere più funzionale il parlamento, sarebbe bastata una legge elettorale preferenziale, che avrebbe consentito ai cittadini di eleggere direttamente i propri rappresentanti, valutandone individualmente la competenza, evitando così, l’elezione di parlamentari scelti dai partiti nelle liste bloccate.  Inoltre, risparmiare su questo, non è solo sbagliato, ma ridicolo, visto che il risparmio sarebbe dello 0,005% del bilancio statale ovvero 0,95 euro per cittadino: meno di un caffè all’anno. Bisognerebbe diminuire i veri sprechi, i privilegi che quelli sì, gravano sul nostro futuro. Il percorso di questa riforma costituzionale è stato alimentato dalla grande menzogna, che riducendo il numero dei parlamentari si sarebbe punita la casta, mentre, al contrario, si puniscono i cittadini. Uno stupro al diritto di rappresentatività dei cittadini. Diminuendo il numero dei parlamentari cresce la distanza di questi dai cittadini e dal territorio. Se vincessero i Sì l’Italia scenderebbe all’ultimo posto dei 27 Stati membri dell’Unione europea nel rapporto fra deputati e abitanti”.

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