Sanità lombarda, Trivelli al posto di Cajazzo. Per opposizioni è un caso politico

Dal 18 giugno, dopo solo un anno e mezzo al Civile, Trivelli va ai piani alti. Minoranze: "Politica è la vera responsabile".

(red.) Fino al 17 giugno continuerà a lavorare come direttore generale degli Spedali Civili di Brescia, ma dal giorno successivo sarà su una delle poltrone più importanti a livello regionale, quella della direzione generale al Welfare. Una nomina improvvisa e che nemmeno lui, Marco Trivelli, 56 anni e operante al Niguarda di Milano prima di approdare a Brescia, si sarebbe aspettato. Il suo mandato alla direzione del Civile sarebbe stato di cinque anni, ma dopo solo un anno e mezzo il governatore Attilio Fontana gli ha proposto e ottenuto che dal 18 giugno occupi il posto che era finora di Luigi Cajazzo. In un’intervista rilasciata al Giornale di Brescia, il direttore già uscente Trivelli sostiene che “non esiste un modello di sanità lombarda. Siamo 120 mila persone che lavorano in Regione tra pubblico e privato e non ci sono schemi astratti”.

Il rapporto con il coronavirus? “La pandemia è stata una drammatica palestra per superare la rigidità dei ruoli. Quello che è accaduto con il Covid è ciò che serve per essere potenti nella cura. Competenze diverse si sono trovate, e confrontate, per decifrare una malattia sconosciuta. Ci deve essere una continuità – dice il direttore uscente al quotidiano bresciano – tra le competenze specialistiche e quelle dei medici di medicina generale“. E sottolinea come il Civile non abbia un profilo unico e non sia paragonabile rispetto al Niguarda dove Trivelli era stato prima della breve esperienza bresciana. “E’ l’ospedale più ricco in tecnologie di tutta la Regione” sottolinea il quasi ex direttore generale che sostiene anche come il Centro Covid previsto nella Scala 4 possa diventare una struttura poliedrica in vista di un ritorno della pandemia.

Ma nel frattempo al Civile si sta organizzando il riavvio di diverse attività di ambulatorio che sono state sospese nel corso dell’emergenza. Una nomina, quella di Marco Trivelli alla direzione generale al Welfare in Regione Lombardia al posto di Luigi Cajazzo che dall’assessore Giulio Gallera al governatore Attilio Fontana definiscono come un “rafforzamento della squadra”. Infatti, Cajazzo verrà destinato alla squadra con Fontana per lavorare alla nuova riforma sanitaria. Ma il cambio al Pirellone diventa un caso politico come sollevato dalle opposizioni, considerando anche che Cajazzo è colui che non ha fatto chiudere l’ospedale di Alzano Lombardo al momento dei primi casi di contagio alla fine di febbraio.

Dal Pd dicono che “sono cambiamenti che non toccano la politica, che però è la vera responsabile delle scelte compiute durante l’emergenza e a Palazzo Lombardia sanno bene che rimuovere l’assessore alla Sanità significa accusare tutta la giunta, presidente in primis, degli errori e delle mancanze palesate in questo periodo. Ma è in corso, e vedremo con che esiti, quel cambio di rotta che abbiamo chiesto per settimane”. Critico anche il Movimento 5 Stelle che paragona il nuovo direttore Trivelli con l’ex governatore Roberto Formigoni.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.