Caso dei camici bianchi in Lombardia, Fontana: è una donazione

Il governatore lombardo si difende su fornitura dall'azienda di cui è proprietaria anche la famiglia della moglie.

(red.) In queste ore intorno a lunedì 8 giugno in Lombardia è scoppiato il caos, con tanto di reazioni dei diretti interessati e della politica in riferimento a un ordine di camici per i medici impegnati nell’emergenza sanitaria da coronavirus. Materiale sanitario, quindi, che sarebbe stato donato ai professionisti, ma si sta levando uno scontro per quanto il programma Report potrebbe trasmettere stasera su Rai 3. Secondo il programma televisivo d’inchiesta e per un tema riportato anche dal giornale Il Fatto Quotidiano, l’ordine di 513 mila camici bianchi sarebbe stato affidato da Aria Spa, la centrale acquisti del Pirellone, alla società Dama Spa di cui il 10% della quota è in mano alla famiglia della moglie del governatore Attilio Fontana.

Dalla stessa centrale di committenza dicono però che il Pirellone non avrebbe pagato alcuna fornitura, visto che si sarebbe trattata di una donazione da parte della Dama. Tutto sarebbe avvenuto, secondo quanto riporta il quotidiano nazionale, a metà aprile nel momento in cui l’impresa di cui fa parte anche la moglie del governatore Fontana, Roberta Dini, avrebbe fornito i camici, ma dietro affidamento e senza alcuna gara. Tuttavia, ieri, domenica 7 giugno, il presidente della Regione Lombardia si è difeso e ha attaccato. “Ho dato mandato ai miei legali di querelare il giornale in cui si racconta di una donazione di camici per protezione individuale forniti alla Regione Lombardia. Si tratta – dice il governatore lombardo – dell’ennesimo attacco politico vergognoso, basato su fatti volutamente artefatti e scientemente omissivi per raccontare una realtà che semplicemente non esiste.

Agli inviati della trasmissione televisiva Report avevo già spiegato per iscritto che non sapevo nulla della procedura attivata da Aria SpA e che non sono mai intervenuto in alcun modo. Non vi e stato da parte mia alcun intervento. Il testo del quotidiano – aggiunge il governatore riferendosi al Fatto Quotidiano – infatti, in maniera consapevole e capziosa omette di dire chiaramente che la Regione Lombardia attraverso la stazione appaltante Aria SpA non ha eseguito nessun pagamento per quei camici e l’intera fornitura è stata erogata dall’azienda a titolo gratuito.

Ho anche dato mandato ai miei legali di diffidare immediatamente Report dal trasmettere un servizio che non chiarisca in maniera inequivocabile come si sono svolti i fatti e la mia totale estraneità alla vicenda”. Ma nel frattempo, se la Lega si schiera a difesa del presidente lombardo, il Pd e il M5S in Regione chiedono che il governatore riferisca della vicenda in consiglio regionale.

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