Inchiesta rifiuti, “Perrella non è attendibile“

La procura di Brescia chiederà di archiviare il fascicolo aperto contro ignoti dopo le frasi dell'ex collaboratore di giustizia. "Da lui notizie infondate".

(red.) Nunzio Perrella, pentito di camorra ed ex collaboratore di giustizia sui traffici di rifiuti e sulle discariche piene di materiali tossici da parte della criminalità organizzata, non sarebbe attendibile per quanto riguarda le vicende bresciane. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Brescia Sandro Raimondi mercoledì 13 settembre in audizione alla commissione bicamerale ecomafie in Parlamento. Tanto che chiederà al giudice di archiviare l’inchiesta contro ignoti che era partita proprio dalle affermazioni del pentito.

Perrella, facendo sollevare l’allarme in tutta la provincia e soprattutto nella bassa bresciana e in Franciacorta, aveva detto che le discariche locali sono colme di rifiuti di ogni genere. E che la “terra dei fuochi” campana non sarebbe nulla in confronto a quella bresciana. Per questo motivo l’ex camorrista è stato sentito in procura e poi in questura per accertare quelle dichiarazioni fornendo nomi, luoghi, date e contatti. Peccato che da Perrella non sia arrivato nulla di tutto questo.

Sembra che abbia parlato di contatti ormai troppo indietro nel tempo, di situazioni passate e di elementi in realtà appresi solo dai giornali. Di fatto, tutto solo fumo che fa brancolare nel buio le forze dell’ordine e che fa pensare solo a una serie di falsi allarmi. Anche la deputata bresciana del Partito Democratico Miriam Cominelli, componente della commissione Ecomafie, parla di risultati falsi e di dichiarazioni infondate da parte di Perrella. “Questo sia un esempio per capire che bisogna concentrare l’impegno sui problemi reali e non su sensazionalismi da prima pagina” ha aggiunto.

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