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Pendolari: “Gli autogoal di Trenord”

Il comitato dei viaggiatori, esasperati dai ritardi di giugno, si chiede come possa essere stato il caldo a creare i disagi: "Ritardi e cancellazioni anche con la pioggia. I problemi sono altri".

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(red.) Non sono piaciute, ai rappresentanti dei Viaggiatori alla Conferenza Regionale del Trasporto pubblico locale, le risposte di Trenord sui disagi dello scorso giugno. In una nota, i comitati dei pendolari, hanno ribadito come – dal loro punto di vista – l’azienda abbia fatto una serie di autogoal che non fanno che confermare i problemi evidenziati dal coordinamento stesso.

“Le soppressioni registrate nel 2017 sono state concentrate tra l’11 e il 25 giugno, nelle due settimane colpite dal caldo torrido e sulle linee dove circolano i treni più vecchi della flotta (…) Le flotte più moderne non hanno risentito di guasti significativi o bloccanti”. Strano che sia solo un problema di materiale vetusto e non di manutenzione, perché le linee diesel hanno fermi quasi tutti i GTW, i treni più nuovi della flotta. Problema “temperatura” peraltro difficile da sostenere, in una regione nella quale non è infrequente superare i 30° durante i mesi estivi, e per cui è normale che l’asset aziendale sia dimensionato per poterlo gestire. Allora c’è qualche problema di manutenzione…

E se il problema “è concentrato nelle due settimane colpite dal caldo torrido”, perché le cancellazioni sono continuate nella settimana dal 26 giugno, quando i temporali hanno drasticamente abbassato la temperatura compreso domenica 2 luglio, con temperature di 20°? E ancora, perché – come accade ormai sistematicamente tutti gli anni – il “caldo torrido” mette in ginocchio il nostro sistema di trasporti? Non sembra una eccezione…

Quanto al tentativo di chiusura e auto-sostituzione di 9 linee, la motivazione sarebbe: “L’obiettivo di incrementare la soddisfazione dei nostri pochi Clienti su quelle linee e di assicurare loro viaggi comodi su mezzi climatizzati“. Allora è vero che l’aria condizionata sui treni non funziona, e che il fornitore di servizi ferroviari sta unilateralmente proponendo di privare completamente il servizio ferroviario ai cittadini su intere linee ferroviarie lombarde, in palese contraddizione con un Contratto di Servizio che vede Regione Lombardia nel ruolo di programmatore, e non lascia appositamente margine all’azienda per effettuare autonomamente questo tipo di inziative che risultano alla fine lesive nei confronti dei Clienti (al di là dell’aria condizionata, un viaggio in autobus è sempre più disagevole e lungo rispetto ad uno in treno, e tipicamente non è in grado di garantire alcuna coincidenza, ragioni per cui la stessa Clientela da anni è compatta nel chiedere di mantenere sempre il servizio su ferro ed evitare quando possibile la sostituzione con autobus)…

Sul tema manutenzione, Trenord sostiene che “le ore/uomo totalizzate alla fine del 2017 dalla manutenzione Trenord saranno circa l’8,5 % in più rispetto a quelle del 2016″. Nulla da eccepire sul numero, ma il tema è l’efficacia ed il risultato che sui treni si percepisce tutti i giorni. Se è vero che sono state fatte moltissime soppressioni a causa di guasti al materiale rotabile e che l’aria condizionata non funziona, non se ne può che derivare che nonostante l’apertura del deposito di Camnago l’azienda non è riuscita a garantire una manutenzione sufficiente a prevenire i problemi e di conseguenza le soppressioni…

Sosteniamo, dati alla mano, con cancellazioni concentrate nei periodi di vacanza che non sono attribuibili a guasti, una carenza strutturale nel numero degli addetti e Trenord risponde: “E’ totalmente errato attribuire le ragioni delle soppressioni alla riduzione del personale in nome del contenimento dei costi: proprio nel giugno 2017 Trenord ha assunto e messo in servizio 44 nuovi capitreno e nel frattempo continua l’implementazione del poderoso piano di assunzioni che prevede l’ingresso di circa 200 nuove risorse tra il 2017 e il primo semestre 2018”. Come dire “il personale non manca ma stiamo assumendo 200 persone”. Ma allora il personale manca. Mancano appunto 200 persone per coprire i turni…

Insomma, sembra che nonostante il tentativo di “nascondere” l’evidenza dietro a qualche affermazione, anche i dati forniti e le reazioni dimostrino che – pur non avendo a disposizione i dati ufficiali di Trenord – la Clientela non aveva torto nel sollevare quei problemi che alla luce di queste considerazioni appaiono più che fondate… Infine, auspichiamo che le risorse di Trenord vengano d’ora in avanti orientate al tentativo di soluzione dei problemi reali, anziché all’architettura di un sistema di replica alle sofferenze dei viaggiatori che esprimono in effetti il “termometro” della situazione reale. Più fatti e meno parole, insomma.

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