Parco delle Cave; “Fa e desfà l’è tòt laurà”

Dopo il Comitato di quartiere anche il Comitato Spontaneo contro le Nocività contesta le scelte dell'amministrazione e, nei fatti, dà ragione alla Lipu: "Nessuno studio naturalistico sull'area".

(red.) Qualcosa non va nella realizzazione del Parco delle Cave di Sanpolino? Dopo il comunicato stampa del Comitato di quartiere, anche il Comitato Spontaneo Contro le Nocività di San Polo ha qualcosa da dire all’assessore all’Ambiente del comune di Brescia Gigi Fondra. Ecco il testo integrale della lettera.

Leggiamo sui giornali bresciani la replica dell’assessore all’ambiente alle recenti osservazioni della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) circa la pessima situazione in cui versa il futuro parco delle cave: nella sua lunga dissertazione Fondra cerca, a nostro parere senza riuscirvi, di rassicurare i lettori, provando a dimostrare che i timori della LIPU sono del tutto infondati.

Una delle prime critiche sollevate dalla LIPU è che il Comune sembra non aver un’idea chiara di cosa vuole realizzare, ma improvvisa di volta in volta, cavatore per cavatore, le opere per il ripristino delle aree. Fondra smentisce, sostenendo che i lavori in corso presso la NUOVA BETON seguono minuziosamente il progetto di recupero ambientale approvato dal Consiglio Comunale nel 2012, e condiviso dalla progettazione partecipata.

Con abile mossa l’assessore, per semplificare, concentra la sua replica su un laghetto che però rappresenta solo una piccola parte del futuro parco e dove l’intervento in corso non ha alcuna attinenza con tutto quello che si sta facendo altrove. Ma c’è di peggio: il progetto di recupero del 2012 aveva già portato ad un parziale intervento di rimodellamento delle sponde con espianto della vegetazione presente, e nuova piantumazione, cui ha fatto paradossalmente seguito un nuovo espianto con successiva nuova piantumazione sulla base delle risultanze del tavolo di progettazione partecipata del 2014/2015.

Possiamo sconsolatamente citare un vecchio modo di dire: “fa e desfà l’è tot laurà” cui segue necessariamente l’altro detto: “tanto paga Pantalone!”. La cosa che dovrebbe consolarci è che si tratta di un vero e proprio “intervento ragionato dall’uomo”.

La LIPU segnala anche che all’interno dell’area si sta verificando una specie di corsa alla nuova frontiera da parte di soggetti che vedono nel Parco delle cave un’area in cui svolgere le attività più diverse. Ciò potrebbe mettere a rischio la valenza naturalistica all’area, il cui delicato equilibrio verrebbe minato dalla frequentazione diffusa ed eccessiva, ma l’assessore Fondra ci spiega che non è vero e che nel parco potranno essere insediate solo attività congrue.

Eppure la residenza per anziani sul laghetto sud di Faustini è già stata approvata, modificando appositamente i confini del parco appunto perché tale insediamento non era congruo con gli obiettivi di tutela del parco stesso. E ancora: sono previsti nel parco il polo logistico Italgross e il centro commerciale Lonati, proprio in mezzo a quello che dovrebbe diventare il corridoio ecologico che Fondra dichiara essere contenuto nel PGT 2016; insomma un corridoio ecologico a spizzichi e bocconi mentre servirebbe un’area verde ininterrotta che unisca il parco delle colline con il parco delle cave.

Diversi soggetti (imprenditori, associazioni, comitati, etc..), si diceva, hanno fatto richiesta di poter svolgere in questa zona le loro attività: attività ricreative, sportive, educative ecc. .. che richiedono la realizzazione di spogliatoi, luoghi di ristoro, parcheggi e quant’altro, rendendo sempre più limitati gli spazi destinati alla tutela della biodiversità.

Sulla voce parcheggi dobbiamo purtroppo rilevare che, a dispetto della tanto sbandierata mobilità dolce, ne sono previsti diversi all’interno dei confini del parco: ed è per questo che i nostri amministratori, con il delegato Capra in prima fila, sono fieri dell’accordo stipulato per la realizzazione di un luogo di sosta per circa 60 automezzi più camper e natanti, proprio all’interno della ex discarica di amianto, naturalmente previo riempimento della stessa.

Peccato che il riempimento lo farà lo stesso imprenditore che aveva tentato di depositare nella prevista discarica, pacchi di amianto bucati e non conformi, contenenti amianto non trattato e senza rispettare le distanze di sicurezza dal centro abitato. Ma noi non dubitiamo che quotidianamente, dalla data di inizio riempimento sino all’ultimo giorno in cui verrà posato anche l’ultimo mucchietto di terra, il nostro bravo assessore, insieme al consigliere Capra, sarà lì presente a sorvegliare camionata per camionata … anzi … badilata per badilata, ogni centimetro cubo di materiale che verrà depositato nel vuoto di cava!

La domanda che sorge spontanea è: perché riempire il buco? Il parcheggio, se proprio deve essere fatto, non può rimanere in fondo alla cava, come il parcheggio della discoteca Paradiso?

In fin dei conti le linee guida della Regione Lombardia per il recupero delle cave affermano che non si deve riempire se non in casi eccezionali, che il recupero naturalistico è prioritario e che gli impianti di interesse collettivo possono essere costruiti all’interno delle cave solo se non sono realizzabili altrove; è triste constatare che i nostri amministratori, impettiti e con la schiena dritta, stanno realizzando il parco delle cave approvando ed autorizzando l’esatto opposto e affermando che un parco può avere un’infinità di vocazioni.

La LIPU chiede anche un’indagine specifica su tutto il territorio in modo da mappare le aree di maggior pregio, al fine di preservarne la valenza naturalistica; ebbene in tutta la lunga dissertazione del nostro assessore non si vede alcun cenno a studi naturalistici effettuati, perciò ci chiediamo a che serva l’”attento presidio da parte del Comune” se non sa esattamente che cosa sta presidiando. Perché, parliamoci chiaro: un conto è mettersi a disegnare con le matite colorate su di un foglio di carta dei bei laghetti, praticelli con siepi e alberi e, tutt’altra cosa è recarsi sul posto, verificare quali specie di piante ed animali sono presenti e decidere insieme agli esperti cosa fare per tutelarli senza che entrino in conflitto con la fruizione umana.

Alle numerose associazioni che erano sedute al tavolo di progettazione partecipata, non è stato messo a disposizione alcuno studio naturalistico su cui basare le scelte per la perimetrazione, la viabilità e la realizzazione dell’intervento al laghetto NUOVA BETON ed è per questo motivo che noi, la LIPU ed altri partecipanti abbiamo fatto notare questa mancanza auspicando che si rimediasse al più presto.

Ad oggi nulla è stato fatto o perlomeno nulla è stato reso pubblico anzi, in un incontro sul tema del parco delle cave, tenutosi presso la Casa delle Associazioni nella primavera dello scorso anno, l’assessore Fondra ha pure dichiarato che si tratta di un lavoro del tutto inutile e privo di senso.

Sempre la LIPU denuncia che il lavoro dei cavatori per il rimodellamento delle sponde ha distrutto l’habitat di numerose specie, ma niente paura: l’assessore Fondra afferma che il lavoro è concordato e pianificato con il comune di Brescia e che la scarpata in cui è segnalata la presenza di nidi di topini e gruccioni (la cui distruzione è considerata reato penale) viene “costantemente monitorata”.

Naturalmente, benché l’intervento delia LIPU prenda in considerazione tutto il futuro parco, l’assessore si riferisce solo alla scarpata del laghetto NUOVA BETON, visto che ha ridotto a quell’unica area la sua replica; ma se facesse un giro un po’ più a nord si renderebbe conto che nell’area Faustini (quella verso San Polo) le sponde sono state ormai completamente spianate e ridotte ad una landa desolata sulla quale il cavatore sta intervenendo con la piantumazione: il tutto con il beneplacito del delegato Capra che ne va orgoglioso. Peccato che prima che rinasca il canneto e che i nuovi alberi diventino come quelli che c’erano precedentemente ci vorranno dai venti ai trent’anni. Nel frattempo non solo i topini ed i gruccioni ma anche tutti gli altri animali sono stati sfrattati, ed il nostro polmone verde forse lo avremo nel 2040 … se ancora ci saremo!

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