Discariche bresciane, M5s contro Pd

I pentastellati attaccano il Partito Democratico per non aver votato un emendamento con cui sospendere l'apertura di nuove cave. Ma pronta replica dei dem.

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(red.) E’ polemica tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico a livello nazionale dopo che nel decreto Milleproroghe in discussione non è passato un emendamento dei pentastellati per bloccare, per un anno, l’apertura di nuove discariche nel bresciano. “Non ci sarà nessuna moratoria, nessuno stop anche solo temporaneo all’avvio di nuove discariche in provincia di Brescia. Così ha deciso il Partito Democratico respingendo l’ordine del giorno ad hoc presentato dal Movimento 5 Stelle durante la discussione del Milleproroghe. Un voto contrario con cui si rimarca l’assoluta e vergognosa distanza del partito di maggioranza dalla realtà e dai cittadini bresciani che vivono quotidianamente sulla propria pelle gli effetti di un pesantissimo inquinamento – scrivono i deputati M5s – Le condizioni ambientali e sanitarie della provincia di Brescia risultano persino peggiori di quelle della Terra dei Fuochi.

Lo dicono i numeri e lo dicono pentiti di Camorra come Nunzio Perrella, secondo il quale a Brescia sarebbero ancora numerose le discariche abusive non rilevate. A dicembre comitati e movimenti ambientalisti riuniti nel coordinamento Basta Veleni avevano chiesto ai parlamentari bresciani di fare tutto il possibile affinché Brescia smettesse di essere la pattumiera d’Italia. La richiesta di una moratoria per Brescia, avanzata all’unisono – continua la nota – era stata accolta con pieno favore da tutti i portavoce M5S presenti, a partire da Ferdinando Alberti, che ben prima dell’incontro in questione aveva depositato in Commissione Ambiente una richiesta di moratoria per tutti gli inquinanti che affliggono la provincia. Nella stessa sede il deputato Claudio Cominardi aveva teso una mano alla deputata Pd Miriam Cominelli, invitandola a lavorare insieme sia sull’atto già presentato da Alberti, sia sulle richieste avanzate dai movimenti.

Un invito supportato da tutti i portavoce M5S presenti all’incontro (Tatiana Basilio, Vito Crimi, Giorgio Sorial) e, apparentemente, colto anche dalla stessa deputata Cominelli. Il seguito dei fatti farebbe sprofondare di vergogna qualunque politico dotato di un pizzico di umanità. Nonostante la Commissione Bilancio del Senato lo abbia dichiarato ammissibile, Pd e Ncd hanno bocciato l’emendamento-moratoria al Milleproroghe presentato in Commissione Affari Costituzionali dal portavoce Vito Crimi. Per questo motivo lo stesso testo è stato ripresentato sotto forma di ordine del giorno alla Camera. Al fastidio per la doppia bocciatura si aggiunge però la rabbia profonda per le accuse sollevate dalla stessa Cominelli – continua ancora la nota – secondo la quale i portavoce M5S avrebbero evitato di collaborare all’elaborazione di soluzioni comuni e cavalcato le richieste dei cittadini a scopi propagandistici”.

“E’ inaccettabile vedersi accusare di fare campagna elettorale su un tema che ci vede attivi e propositivi da più di 10 anni, ovvero da quando il Movimento 5 Stelle ancora non esisteva – commenta Ferdinando Alberti – Non siamo certo noi a dover raccattare voti per sopravvivere. Va precisato che dopo l’incontro di dicembre il M5S ha cercato svariate volte l’interlocuzione con il PD, senza mai ottenere risposta”. “Non si capisce che qui si va alle calende greche, intanto Brescia soccombe. Il Partito Democratico non capisce che non c’è più tempo: inutile promettere proposte di legge, le soluzioni bisogna trovarle adesso – termina Claudio Cominardi – Senza contare che Miriam Cominelli è la stessa che, dopo aver avanzato una proposta di legge per la pubblicizzazione dell’acqua, l’ha smontata votando contro. Quindi di lei e delle proposte di legge che ventila non mi fido proprio per niente”.

Ma subito dopo è giunta la replica della Cominelli. “Ancora una volta dal M5S arriva solo un fiume di livore, vergogna e aggressività – commenta – l’idea di collaborare con un collega della diversa parte politica per il bene della collettività fa gettare loro la maschera della tanto sbandierata buona politica e fa uscire il vero volto del modus operandi: mix letale di populismo, falsità e propaganda. Ancora non entrano nel merito dei fatti e ottengono il loro vero scopo, la propaganda. Da loro non c’è nessuna volontà di collaborare”.

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