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Le risposte del ministro sulle armi di Ghedi

Insoddisfazione dei deputati di Sel per le risposte avute dalla Pinotti sull'esercitazione aeronautica svoltasi a Ghedi alla fine di ottobre.

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(red.) Mercoledì pomeriggio è stata presentata dai deputati di Sel, Duranti e Bordo, un’interrogazione parlamentare riguardante le esercitazioni militari Nato dedicate alle armi “speciali” avvenute a Ghedi tra il 20 e il 24 ottobre.
Gli obiettivi dell’interrogazione erano molteplici: avere maggiori informazioni sulle esercitazioni denominate “ Steadfast Noon”, capire se esercitazioni di questo tipo, che hanno visto impegnata per la prima volta anche la Polonia, potessero aggravare la situazione già tesa tra Nato e Russia e riconsiderare la partecipazione italiana al “Nato Nuclear Planning Group”. Le risposte della Ministra della Difesa – fanno sapere i deputati di Sel – “ci lasciano totalmente insoddisfatti. Infatti nei 3 minuti a disposizione la Ministra ha totalmente evitato di parlare della crisi tra Nato e Russia e si è appellata ad eventuali problemi per la credibilità internazionale dell’Italia in caso di abbandono del programma nucleare della Nato.
Noi riteniamo che ospitare le testate nucleari B-61 sul nostro territorio – tra le 70 e le 90 dislocate ad Aviano e Ghedi, il che ci rende il paese europeo col maggior numero di bombe atomiche – ed effettuare esercitazioni di questo tipo siano una violazione del trattato di non proliferazione nucleare sottoscritto dall’Italia. Si potrebbero firmare accordi bilaterali per smantellare gli armamenti nucleari presenti in Italia e sarebbe ora che il Parlamento italiano prendesse in esame la proposta di legge d’iniziativa popolare “Un futuro senza atomiche” che, nonostante le oltre 70.000 firme raccolte nel 2008, non è ancora stata discussa. Chiediamo al governo d’impegnarsi concretamente, vista anche la stesura del Libro Bianco contenente le linee guida per la difesa, nel disarmo nucleare dell’Italia e nell’istituzione di una difesa che sia in linea con l’articolo 11 della nostra Costituzione”.

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